SAN GIGI BUFFON BENEDICE LA JUVENTUS, CUADRADO TROVA IL JOLLY VINCENTE

buffon

 

 

Lo avevo promesso alla vigilia e ha mantenuto la parola: Gigi Buffon smentisce ancora una volta le critiche del momento, contribuendo in modo determinante con le sue parate alla pesante vittoria bianconera contro il Lione.

Il gol di Cuadrado arrivato al 76′ mette la parola fine su una partita “schizofrenica” che porta gli uomini di Allegri in vetta alla classifica del girone, dopo 90 minuti sofferti, forse, più del previsto.

Ancora una volta, infatti, i bianconeri non riescono ad esprimere il loro micidiale potenziale, producendo sprazzi di bel gioco intervallati da cali di ritmo e concentrazione che non passano inosservati.

Il pallino della gara tenuto nei primi 45 minuti crea un dominio netto sul piano del manovra ma infruttuoso nella fluidità di essa: con un Pjanic decisamente assente dalla tela di passaggi e un Higuain che predica solitario nel deserto avanzato.

Il miracolo di Buffon sul rigore di Lacazette al 35′ su un fallo veniale di Bonucci, inaugura lo show del numero 1 al mondo nella seconda frazione di gioco.

La colossale ingenuità di Lemina, espulso per doppia ammonizione ad inizio ripresa, infatti, non fa altro che seminare terreno fertile ai capolavori del capitano bianconero.

Le prodezze su Fekir prima e su Tolisso, poi, chiudono definitivamente la saracinesca bianconera, fornendo ai restanti nove atleti juventini il coraggio decisivo per affondare il colpo.

Capita così, che in dieci Pjanic prenda in mano le chiave del gioco in mezzo al campo, aiutato da uno Sturaro taglialegna al posto di un sofferente Khedira e che la fraccia colombiana Cuadrado trovi il bolide giusto che squarci il cielo francese.

Il resto, poi, è rappresentato dalla tipica eroica resistenza italiana, sufficiente a portare la Juventus in un paradiso provvisorio; in attesa di quella tanto “agognata” crescita sul piano della maturità, fondamentale per spiccare voli pindarici.

 

 

 

Allegri e la coperta corta: fiducia ai “gregari” o spazio ad una pazza idea?

  

L’infortunio di Claudio Marchisio, per fortuna meno grave del previsto, costringe comunque Allegri a reimpostare una squadra alle prese con un centrocampo pressoché contato.

Oltre al principino, infatti, non bisogna dimenticarsi della grave perdita di Pogba, che per forza di cose, pone il tecnico toscano dinanzi ad un quesito fondamentale nelle prossime partite: quale modulo adottare?

Lo schema , preferito, si sa ormai è il 4-3-1-2, che però, dato il momento di “carestia” di uomini, sembrerebbe quello meno plausibile, poiché in panca, così facendo, resterebbe solo un uomo di ruolo (Padoin o Sturaro).

L’alternativo 3-5-2, invece, rappresenterebbe al giorno d’oggi il vestito meglio calzante, date le maggiori alternative di riserva. Inoltre, fattore da non sottovalutare, è la maggiore compattezza difensiva con il rientrante Barzagli. Le controindicazioni, sarebbero rappresentate, in questo caso, dalla coperta corta in difesa, con il solo Ogbonna come alternativa, neanche troppo convincente.

Infine, ci sarebbe la “pazza idea” , che starebbe circolando nella mente di Allegri: le tre punte.

In questo caso la nuova pedina sarebbe rappresentata da Kingsley Coman, il giovane talento reduce da un ottimo periodo di forma, testimoniato dalla doppietta messa a segno in nazionale.

Il francese, potrebbe agire o come attaccante esterno, oppure come trequartista al fianco di Tevez e Morata, aggiungendo qualità ed imprevedibilità ad una attacco già devastante.

Insomma, affidarsi ai “gregari” Sturaro e Padoin,  o gettare nella mischia la rischiosa ma affascinante carta Coman, facendo di necessità virtù?

L’enigma nella testa del conte Max continuerà per diversi giorni…

Tanto tuonò che non piovve

  

Prima la paura , poi il sospiro di sollievo.

Una giornata davvero particolare quella passata ieri da Claudio Marchisio e da tutto il popolo bianconero.

Dopo la sconvolgente  e drammatica notizia della rottura del crociato, trapelata ieri da Coverciano, per il numero 8 bianconero, la stagione sembrava essersi chiusa definitivamente, arrecando alla Juventus una perdita fondamentale in ottica europea.

Da lì , l’ira dei tifosi nei confronti dell’ex tecnico Antonio Conte, non ha tardato ad arrivare; con John Elkann, in prima persona, che ha attaccato senza mezzi termini, il ct azzurro, reo di caricare troppo il lavoro in pochi giorni.

Da tale notizia, il più distrutto oltre al calciatore, è stato stato senza ombra di dubbio Max Allegri, alle prese già con l’assenza di Pogba in vista  del Monaco e con il centrocampo, praticamente contato.

Ma clamorosamente, nella tarda serata di ieri è arrivata la notizia “miracolosa”: le visite mediche alla clinica Fornaca, non hanno evidenziato lesione al ginocchio e Claudio con un po’ di riposo tornerà presto in campo.

Un evento alquanto incredibile, considerando che mai prima di ieri un medico della nazionale aveva compiuto una topica così clamorosa, nello sbagliare la “sentenza medica”.

Poco importa, di ciò; i tifosi questa mattina hanno avuto un dolce risveglio, perché senza il loro Principe, la Champions non sarebbe stata lo stesso e perché il numero 8 bianconero non sarebbe stata una semplice perdita, ma un grave handicap, considerando il suo spessore internazionale.

Ed allora come si dice in questi casi: tanto tuonò che non piovve. Meglio, molto meglio così aggiungeremmo…

Alvaro Morata scaccia il Real e si consacra il bomber del “popolo” bianconero

Il popolo bianconero lo ha sempre voluto titolare in squadra, fin dall’inizio, lo ha sostenuto anche nei momenti difficili, ed ora se lo coccola come un principe.

Stiamo parlando di Alvaro Morata, il talento scuola Real Madrid, arrivato quest’estate alla corte di Allegri e diventato con il passare delle settimane il nuovo “idolo” dell’attacco bianconero, insieme al fuoriclasse per eccellenza Carlos Tevez.

Acquistato dai galacticos per 20 milioni di euro, il classe ’92 sta esplodendo sempre di più nella Juventus, club che lo ha sempre fortemente voluto e che ha puntato questa cifra, conscia delle qualità del ragazzo fuori dal comune.

La famosa clausola della recompera in favore del club di Florentino Perez, costituisce un tarlo nelle orecchie dei tifosi juventini, che per nessuna ragione al mondo immaginerebbero il proprio bomber ritornare nella casa madre.

In un momento particolare del calcio nostrano, in cui i giovani talenti vogliono emigrare all’estero, tanto più se tale destinazione sia rappresentata dalla squadra dei sogni per eccellenza, il Real Madrid; Alvaro invece ha compiuto il percorso inverso ed ha manifestato proprio oggi la sua volontà di consacrare tale percorso nel tempo.

Al noto giornale spagnolo Marca, il numero 9 bianconero ha espresso la sua volontà di non fare più ritorno in una ambiente, quello madrileno, che non lo ha considerato come lui meritava e di volere la Juventus nel presente e nel futuro.

Parole al miele per i tifosi della Vecchia Signora, che sono “innamorati” del loro giovane idolo e che sognano un futuro con lui ricco di trionfi. Siamo sicuri che Alvaro, il bomber del “popolo”, farà di tutto per accontentarli…

Tevez-Boca Jr: voci da “zizzania” o triste verità?

Dopo le recenti prestazioni folgoranti e al limite del “paranormale”, a Torino oramai è scattata definitivamente la Tevez-mania; con il numero 10 bianconero identificato dai propri tifosi , come il simbolo di questa Juventus vincente.

Eppure, si sa che nei momenti di massima felicità e di esaltazione, un cono d’ombra è sempre lì dietro l’angolo pronto ad interferire in una magica giornata di sole.

L’ombra è rappresentata dal Boca Jr, club nel cuore di Carlos; con il quale l’Apache ha iniziato la carriera e molto probabilmente, andrà a terminarla. Lo stesso fuoriclasse argentino, infatti in un intervista del 2013, aveva dato adito a queste voci, confermando di fatto un suo ritorno in patria, presumibilmente al termine del proprio contratto con i bianconeri, previsto nel 2016.

Ma negli ultimi giorni, proprio nel momento magico dell’avventura bianconera di Tevez, si rincorrono delle voci assordanti dall’Argentina, in particolare dal tecnico del Boca Arruabarrena; che vorrebbe il numero 10 alla propria corte a partire dalla prossima stagione: concludendo anticipatamente l’avventura con la Vecchia Signora.

Quanto c’è di vero in tutto ciò?

Non è un mistero che questo matrimonio prima o poi “s’ha da fare”; ma è pur vero che l’eventuale concretizzazione di esso, addirittura, per Giugno prossimo; ci sembra alquanto azzardato.

Si sa che in un momento in cui tutto il contesto bianconero gira alla meraviglia e nel quale trovare note dolenti sembra essere quasi impossibile; ecco che questi rumori sull’Apache, si veri, ma alquanto lievitati; possono essere le semplici voci da “zizzania”, tipiche dei media anti-Juventini.

In tal modo, dopo le ancore di salvataggio rappresentate dagli arbitraggi favorevoli ai Campioni d’Italia , o alla possibile eliminazione dal contesto europeo; ad essi non rimane che cercare delle armi interne che possono autodistruggere il castello sfarzesco bianconero.

Ed allora ritornando a Tevez la via più plausibile potrebbe essere la seguente: ritorno in patria al termine del contratto previsto a Giugno 2016, con l’argentino ancora protagonista per un altra stagione alla corte di Allegri.

Poi ci sarebbe la terza opzione che potrebbe essere quella del rinnovo: a quel punto poi si potrebbe parlare ancora una volta di “sconfitta” dei soliti media ostili nei confronti dell’universo bianconero…

Ecco perchè Vidal non fa più il Vidal

Fra le tante note liete di questa nuova Juventus di stampo allegriana 2014-2015, ce n’è una che stride rispetto alle altre: Arturo Vidal.

Il guerriero cileno, infatti, in questa stagione sta subendo un’involuzione sia a livello di gioco, ma sopratutto in quello realizzativo: dato indicativo è rappresentato dalle sole sei reti, per lo più tutte messe a segno in Campionato.

Certo per un centrocampista tali gol non sono poca roba, ma non appartengono agli standard di “Re Arturo”; uno capace in queste ultime tre stagioni, ad andare a segno per ben 40 volte.

Cosa sarà successo quindi al numero 23 bianconero?

Molti sostengono, che il calo sia dovuto ai problemi al ginocchio che il cileno si è portato dietro dai mondiali , che non gli hanno permesso di effettuare una preparazione al top; altri invece avallano la tesi della diversa posizione a livello tattico trovatagli dal nuovo tecnico Allegri, che lo colloca spesso come vertice avanzato nel rombo di centrocampo.

Il motivo fondamentale però potrebbe essere semplicemente, il diverso metodo di gioco che questa nuova Juventus ha rispetto al passato. Quella odierna , infatti, è una squadra meno aggressiva, che privilegia più il palleggio e che esalta molto di più gli attaccanti, su tutti Tevez.

La differenza con quella contiana , infatti, è evidente: di conseguenza, l’inserimenti dei centrocampisti sono limitati ed il pressing aggressivo ed immediato sull’avversario, quando esso entrava in possesso di palla, sembra oramai solo un lontano ricordo.

Ed è cosi che il nostro guerriero, più di ogni altri, sta soffrendo questa mutazione di gioco collettiva, “limitandosi” solo a spezzare il gioco in mezzo al campo. A differenza dell’altro tenore dello stesso settore, Pogba; Arturo non possiede la giocata da fuori area o la penetrazione palla al piede: ed è così spiegata la sua involuzione in zona gol.

Nonostante ciò, però, il suo contributo a centrocampo, nelle ultime partite, si sta rivelando sempre più utile ( Dortmund docet) :Arturo sta crescendo di condizione e siamo sicuri che nonostante le “limitazioni” di gioco, metterà ancora qualche timbro decisivo, magari in una magica notte europea…

Carlos Tevez : il condottiero silenzioso

  


Dopo l’ennesima magia di ieri , allo “Juventus Stadium”, Carlos Tevez oramai è sempre più il simbolo di questa Juventus formato Massimiliano Allegri: un vero condottiero silenzioso.

Etichitettato dal suo ex allenatore al Manchester City Roberto Mancini, come un rompi-spogliatoio; l’Apache , grazie alla lucente intuizione del duo Marotta-Paratici, è arrivato a Vinovo, fin dai subito con i gradi da vecchio leader consumato.

Trascinatore in campo e professionista esemplare negli spogliatoi; il nuovo numero dieci bianconero, succeduto alla bandiera per eccellenza Alex Del Piero, ha messo a segno 19 reti in Serie A nella sua prima stagione, contribuendo in modo decisivo alla conquista dello scudetto dei record contiano.

Unico neo era dovuto al fatto di non riuscire a sbloccarsi in Champions League , nella quale competizione l’Apache era dovuto uscire anticipatamente insieme ai suoi compagni nella catastrofica partita di Istanbul contro il Galatasaray.

La critica non aveva tardato ad appiccicargli addosso l’etichetta di ottimo giocatore nel Campionato, ma non un fuoriclasse in ambito continentale.

Questa stagione, però , è arrivata la svolta, con l’avvento del nuovo tecnico Allegri; l’Apache ha arretrato di qualche metro il suo raggio di azione, svariando alle spalle della punta, esplodendo definitivamente come non mai.

Il bottino di 24 reti nell’attuale Campionato dominato dai bianconeri , molti delle quali decisive e le 6 realizzate in Champions League, lo hanno consacrato come un fuoriclasse, quello che non è mai stato prima ad ora nonostante le sue enormi qualità.

La sua doppietta nella magica serata di Dortmund, ha portato la Juventus fra le magnifiche otto d’Europa; ed ora vuole portarla in vetta al continente, conscio della sua forza e di quella di un gruppo vero, che forse non ha mai avuto.

Il popolo bianconero, intimorito dalle voci provenienti dall’Argentina, che vorrebbero presto un ritorno dell’Apache in patria al Boca Juniors; non vuole assolutamente staccarsi dal proprio simbolo, smettendo di sognare.

Il matrimonio quindi è destinato ancora a continuare per un bel po’, perché il popolo bianconero vuole essere ancora condotto verso nuovi orizzonti vittoriosi, guidati da Carlos Tevez: il condottiero silenzioso.