La critica del giudizio

cancelodybalaCosa succede a Fabio Paratici e al mercato bianconero, sterzato di colpo in un vicolo oscuro, dopo aver percorso un’autostrada a grande velocità?

Sarà il caldo, o forse, magari, un momento di presunta confusione; queste le probabili motivazioni che la plebe bianconera ricerca insistentemente in questi ultimi giorni convulsi.

Già, perché vendere Dybala e Cancelo in un solo colpo non deve essere semplice da deglutire, soprattutto dopo aver portato a casa un acquisto da novanta targato De Ligt.

Nella Juventus, però, nulla succede per puro caso, sia esso nel bene o nel male, perché la storia gobba insegna che c’è sempre una logica dietro ogni decisione.

Particolari superflui, agli occhi dei meno sgamati,  che dalle parti di Madama, però, hanno sempre un peso specifico,  in virtù di problematiche future preventivamente anticipate .

Dybala, non solo ha oramai superato da tempo la fase della “giovane speranza”, ma ha soprattutto intrapreso un’involuzione preoccupante che non può solo dipendere, esclusivamente, da dinamiche tecnico-tattiche.

La Joya, da anni, la più grande “speranza” bianconera per la svolta in Champions League, non ha mai inciso (tranne nella notte di Juventus-Barcellona) con convinzione nella competizione madre, erigendosi all’epiteto di “campione”, affibbiatogli più a parole che a fatti.

Clessidra temporale, che era destinata a scadere, in virtù, anche, di nuove abitudini di vita che sicuramente non aiutano il ragazzo di Laguna Larga a sgomberarsi il capo dalle sue incertezze, ripartendo, nuovamente con convinzione verso una nuova scalata.

Ecco, probabilmente, perchè Paratici e company, hanno pensato di cogliere l’occasione Lukaku, per rafforzare fisicamente un attacco, che dovrà sfruttare al massimo, per pochi anni ancora, le qualità di Cr7.

Aggiungere al discorso una maxi plusvalenza, prima che una possibile nuova stagione ombrosa ne deprezzasse ulteriormente il proprio valore, è una mossa “rischiosa” ma intelligente.

Ragioni diverse per Cancelo, ma con l’identico fine: anticipare possibili sgradevoli questioni future.

Le qualità tecniche del ragazzo portoghese non si discutono assolutamente, ma la sua utilità nel gioco di Maurizio Sarri, probabilmente sì.

Quella voglia del tecnico toscano di sviluppare un gioco offensivo dal centrocampo in su, fa dama con l’idea di una difesa bloccata, capace di divenire un muro imperforabile in ogni spazio da difendere.

Poca propensione allo sganciamento offensivo e bassissima percentuale di errore in fase di impostazione dinanzi alla propria porta.

Tutte possibili controindicazioni di Joao, insomma, troppo volte lesionisticamente schiavo della propria bellezza.

Il grossolano errore nella gara di andata contro l’Ajax non è stato uno spiacevole sfortunato caso, ma un vizio che purtroppo l’ex Inter ripropone spesso nei 90 minuti di gioco.

Il probabile arrivo di Danilo in tal senso, non migliorerebbe sensibilmente la fase difensiva di quella zona di terreno, il nome di Darmian, anche se non altisonante, invece, potrebbe essere quello più affidabile.

Incastri insomma, che possono sembrare folli agli occhi dei tifosi bianconeri, ma che la dirigenza juventina avrà ponderato bene prima di una possibile realizzazione.

Perché la storia insegna che dalle dolorose partenze illustri sono nate nuove storie fatte di invidiati successi, costanti ed inesorabili nel tempo.

 

 

 

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