Alla ricerca del piacere perduto

foto agn

Come una lenta agonia all’interno dei soliti 90, nauseanti, minuti di gioco.

Lo spettacolo in campo è un gradevole accessorio in più, il piacere nel seguire la propria squadra del cuore un obbligo.

Paradossale come questa Juventus non sia più in grado di accendere i cuori dei tifosi, quelli più caldi, con una focosa passione radicata in 100 e passa anni di storia bianconera.

Non è una questione di trofei (in tal caso consistenti in scudetti), vinti quasi per logica inerzia, ma di un cocktail di emozioni che scemano di anno in anno.

Vivere una partita dei Campioni d’Italia, da due stagioni a questa parte, soprattutto, è divenuto quasi uno “sforzo dovuto”, al cospetto di un libido che oramai si sta dissolvendo nel tempo.

Risultato frutto di una logorante gestione Allegriana, di per sè mai entusiasmante, che continua imperterrita a proseguire, nonostante le avvisaglie per un cambio di rotta siano limpide e visibili a tutti.

Un braccio di ferro quello della società con la maggioranza del popolo bianconero, stufo dell’attuale gestione tecnica; illogico e alla lunga economicamente controproducente alle proprie casse.

Già, perchè la forza è sempre dalla parte della gente, che con abbonamenti allo stadio, merchandising e pay tv, regala una bella fetta di introiti al club di Madama.

Sforzo, quello dei comuni mortali che deve ottenere in cambio la passione di vivere a pieno le emozioni della propria squadra; che non siano solo dei meccanici numeri sul campo.

Quella voglia di vivere la partita quasi come il 12esimo uomo in campo, pronti a gioire per un gol segnato o a sbraitare per uno mancato, tipica della prima Juve Contiana: oggi non esiste più.

Solo una fredda e stressante corsa al successo, quel minimo indispensabile che sostituisce il resto.

Una miriade di imprecazioni e momenti di black-out all’interno di gare tutte uguali, quasi apatiche di emozioni.

Film che non può essere cambiato da un calciatore piuttosto che un altro, dalle diverse aspettative di una gara; l’oscuro copione è sempre lo stesso.

Alla dirigenza l’arduo, anche se visibilmente logico agli occhi della plebe, compito di prendere una posizione coraggiosa, per il bene della Juventus, quella dentro e fuori dal campo.

Perchè tutto può essere deciso dall’esterno, ma non il piacere che un tifoso deve avere per vivere le gesta della propria squadra del cuore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...