La variabile impazzita

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Il rischio vale la candela, soprattutto se la posta in palio è di quelle irrinunciabili.

Che Joao Cancelo non fosse un terzino perfetto lo si sapeva; ma quale calciatore d’altronde non ha punti deboli?

In pochi, pochissimi forse.

La prestazione in chiaroscuro del terzino lusitano, ieri sera contro l’Ajax, ha determinato materialmente un pareggio passato dai suoi pregi e difetti.

Quella cavalcata poderosa con tanto di cross al cachemire per la testa del solito Cristiano Ronaldo, nell’occasione del vantaggio, ha fatto da contraltare all’erroraccio nella circostanza valsa il pareggio avversario firmato da Neres.

Pecca da matita rossa che in realtà è stata l’iceberg di una prestazione gravemente insufficiente, ricca di errati disimpegni in fase di impostazione e soprattutto cattive diagonali difensive.

Serate storte che possono capitare a chiunque; anche se in verità, la carta Cancelo è da sempre una variabile impazzita.

Ne è stata conscia la Juventus, quando ha sborsato 40 milioni cash al Valencia per acquisire un terzino anomalo, dalle enormi qualità tecniche insieme a pericolose falle di marcatura.

Scommessa rischiosa, ma che andava fatta per dare una svolta a livello tecnico-mentale su una competizione, dove da troppi anni aleggia la paura.

Non è un caso, infatti, che le ultime Champions portate in casa dal Real Madrid, abbiano sì la firma di Re Cristiano, ma anche le impronte di Marcelo, un’ala travestita da terzino.

Il difensore carioca, è stato l’emblema di quanto sia determinante nella massima competizione europea fare un gol in più dell’avversario, spazzando via quella preoccupazione di subirlo.

Tarlo, questo, che era e forse è ancora presente nella mente della Vecchia Signora (come ha dimostrato la trasferta “difensiva” di Madrid contro l’Atletico); ma che si sta pian piano assottigliando.

La mentalità di Ronaldo e quella voglia di rischiare la giocata di Joao Cancelo, gioco forza, non possono non virare verso tale direzione.

Strada giusta, che se percorsa con ancora più coraggio potrebbe dare i frutti sperati; perchè per far saltare il banco, bisogna giocare le proprie carte, anche le variabili impazzite.

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