Amore indissolubile

Allegri-Mandzukic_MG1_1003Difficile farti da parte quando ti chiami Mario Mandzukic e il feeling con il proprio allenatore scavalca ogni possibile spiegazione logica.

Qualcuno sicuramente si sarà chiesto il motivo per il quale, ieri nella sconfitta di Genova, il croato abbia replicato la propria presenza nel rettangolo verde di gioco, emulando l’anonima prestazione di qualche giorno prima contro l’Atletico Madrid.

Tutto talmente irrazionale, quando vivi un periodo di decadenza psico-fisica, dopo un’ottima prima parte di stagione e il tuo alter-ego in panchina sprizza gol ed energia da tutti i pori.

Moise Kean è uno di quelli pronti a spaccare il mondo, se non fosse per quella porta sigillata con lo stemma dall’ariete croato.

Immunità che Massimiliano Allegri sembra conservare ancora per il proprio cocco, nonostante il giovane attaccante vercellese abbia dimostrato di saper giocare per la squadra, oltre ad avere il gol nel sangue.

Ragion per cui, nella poco pretenziosa sfida del Marassi, in molti si sarebbero aspettati una nuova opportunità per Moise , soprattutto alla luce della sua crescita esponenziale nell’ ultimo mese.

Nulla di ciò invece: solo briciole a risultato compromesso.

Uno spazio ristretto ritagliato dopo 75 minuti, in cui Mandzukic, pascola nel prato, sovrastato dagli avversari, generando caos in settori di campo non di sua minima competenza.

Errori di lettura che possono essere bypassati, se non fosse per la recidività di un legame con il proprio allenatore che continua a non spezzarsi, nonostante momenti logicamente contrari a ciò.

Ostacolo non di poco conto sul cammino di Kean, che dovrà “combattere” contro colui che gode dell’amore del proprio tecnico e della stima del popolo bianconero.

Visibilio ingigantito al cospetto di un buon calciatore, dall’indole generosa ma dall’utilità tattica discutibile.

Non è un caso che quando il croato decide di arretrare il proprio baricentro, improvvisandosi tuttofare, la Juventus inizia a schiacciare il proprio raggio di azione; immergendosi spesso e volentieri in confusioni tattiche.

Quella propensione al ruolo di spalla di Cristiano Ronaldo tanto decantata ad inizio stagione, comincia ad affievolirsi nel tempo, dinanzi alla fioritura di un giovane ragazzo, capace di interpretare anche il ruolo di pivot offensivo.

Nuova linfa vitale per la Vecchia Signora, potenzialmente utile già nel finale di stagione, ma che potrebbe rimanere ancora imbottigliata all’interno di un “amore” indissolubile.

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