Non chiamatela impresa, ma vera Juve

Juve-Atletico-Cristiano-Ronaldo-1300

“Questa è la vera mentalità Champions”.

Testo e musica di Cristiano Ronaldo: chi se non colui che al meglio ha sintetizzato la rinascita bianconera, risalendo dagli infuocati inferi.

La tripletta del marziano portoghese è il prodotto di un match sublime della Vecchia Signora, capace di triturare l’Atletico Madrid in ogni secondo di partita.

Una metamorfosi netta rispetto alla disastrosa gara di andata e alle prestazioni stagionali, al di sotto dello standard qualitativo, di una squadra costruita per annientare il nemico.

Chiaro è che nella difficoltà estrema i bianconeri si sono sempre esaltati, mollando quel freno mentale che gli ha spesso condizionati; ma probabilmente c’è molto di più.

Difficile per uno come Cristiano Ronaldo uscire dagli ottavi di finale con un solo gol all’attivo, perdendo la sua personale sfida con sè stesso ed il passato.

Probabile che la sua esperienza e la rabbia nascosta, insieme a stimoli di squadra martellanti abbiano svegliato la Juventus da una possibile depressiva eliminazione, incitandola ad osare.

Incipit che mai come nella serata di ieri sera Massimiliano Allegri ha captato per gioco forza, preparando una gara perfetta in ogni minimo dettaglio.

Due ali come terzini, fra cui spicca la mastodontica prestazione di Leonardo Spinazzola, Bernardeschi nel cuore del campo e dei cambi questa volta coraggiosi (Kean in primis), non hanno dato respiro all’avversario, disintegrato senza alcuna pietà.

Spettacolo puro che questa Juventus ha sempre avuto nelle corde, ma che ad oggi, inspiegabilmente non aveva mai avuto il coraggio di realizzare in platea.

Già, perchè gli investimenti stagionali hanno conformato una squadra costruita per attaccare, a pennello con quello che recita la Champions League.

Ragion per cui, la serata di ieri sera ha dimostrato che il gioco e la qualità di questa squadra sa essere di primo livello, se solo la mente entra definitivamente nel meccanismo della competizione.

Una tappa, che si spera, dopo gli exploit mancati di un soffio a Monaco e Madrid e quello materializzato ieri sera, abbia convinto definitivamente Massimiliano Allegri a sciogliere le briglie ai propri cavalli, distruggendo definitivamente le sue sovrastrutture mentali.

Perchè numeri alla mano, con il più forte calciatore della storia, sarebbe un peccato non farlo ora.

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