Ancora tu…

khedira.esulta.juve.sassuolo.2019.750x450.jpgLa verità, alla fine, viene sempre a galla: pur fra mille difficoltà, momenti bui, nei quali tutto può diventare il contrario di tutto.

Sami Khedira a questa Juventus sta come un plinto in un grosso edificio; maestoso nella sua esposizione, quanto sottile dal punto di vista dell’equilibrio basico.

Il tedesco, uno dei più criticati, fra i fedelissimi “titolari” di Massimiliano Allegri, è tornato su ottimi livelli, è il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Troppo importante la sua intelligenza tattica nell’arco dei 90 minuti, visibilmente marcato il suo peso specifico in mezzo al campo.

L’ex Real Madrid non sarà più quello degli anni d’oro, per tenuta fisica e di prestazione nel tempo; ma è, ad oggi, difficilmente clonabile nello scacchiere bianconero.

La Juventus ha fatto a meno per lunghi tratti della stagione del suo numero 6, anche quando il suo anonimato in mezzo al campo era evidente; ma non ha trovato nessuno nella propria rosa capace di interpretare il suo compito.

Già, perchè quella capacità di inserirsi con i tempi giusti, violando spesso e volentieri la porta nemica, non è una caratteristica da comprare nel tempo.

Senso della posizione, abbinato ad una fisicità importante, che Paratici e company non sono stati in grado di sostituire in questi ultimi anni.

Sì, perchè nessun centrocampista (Bentancur, Emre Can e Matuidi), possiede la raffinata impostazione della mezz’ala con il killer instict.

Una dipendenza che ha spinto Massimiliano Allegri, spesso, a schierare forzatamente, nella prima parte di stagione, Sami Khedira, anche quando le condizioni non erano delle più presentabili.

Critiche che superficialmente potevano essere condivisibili; ma che internamente, il tempo ha dimostrato, forse, non avevano un fondamento sicuro.

Perchè questa Juventus, che vive di improvvisazione ha bisogno di soluzioni alternative in zona gol; che il centrocampo, senza Sami, in questa prima parte di stagione, ha fornito con il contagocce.

E allora non ci resta che sperare che il tedesco congeli la forma migliore per le prossime settimane: per rimanere ancorati ancora a lui, prima che il mercato questa volta non ci condanni, ancora, a questa tribolata dipendenza.

 

 

 

 

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