Il rischioso equivoco Dybala

afp_1ch20l-u202073401946xtd--896x504@gazzetta-webNon basta un raggio di sole per parlare di alba; soprattutto se la stella in questione è chiamata Paulo Dybala.

La Joya, nonostante tutti gli sforzi profusi a livello tecnico-mentale, è lontano anni luce dal talentuoso calciatore ammirato fin qui in bianconero.

Questione di peso specifico ridotto con l’arrivo di Cr7, che ne ha decurtato conclusioni di gioco e da fermo; di posizione sconnessa con quelle che sono le innate capacità del ragazzo di Laguna Larga.

Che i sacrifici collettivi con l’arrivo della stella portoghese dovessero aumentare era assodato: ma perchè limitare, proprio, totalmente il calciatore di maggior estro?

Domanda che divide i tifosi bianconeri, diramati fra la scelta Allegriana di vedere Paulo più come un nuovo regista offensivo e chi crede che il meglio venga dato da secondo attaccante.

Punti di vista agli antipodi su un calciatore diventato “normale” all’interno dei 90 minuti di gioco.

Se le appena 7 reti stagionali, fra cui 5 in Champions, sono una melodia scordata rispetto alle passate stagioni; è l’utilità dell’odierno Dybala nell’arco della gara che fa rabbia.

Poche conclusioni nello specchio della porta, aperture a centrocampo e falli presi a 50 metri dall’area di rigore; insomma, tutto ciò che il numero 10 bianconero sa fare più che altro come surplus, non come pane quotidiano.

Problema che nonostante i risultati della squadra intatti c’è, seppur Massimiliano Allegri cerchi di mascherarlo.

Evidente come l’incastro avanzato sia di difficile assemblamento, causa l’ovvia intoccabilità di Cr7 e il debole calcistico del tecnico livornese verso Mario Mandzukic.

Nonostante l’assenza del croato, però, in queste settimane, Dybala continua a gravitare lontano dalla sua zona calda, con cause che vanno, forse, al di là del semplice dualismo con il croato.

Lo scarso feeling con un centravanti mobile come la stella portoghese che ama decentrarsi più che fare da pivot nell’area di rigore ( come Mandzukic), sfruttando gli inserimenti da dietro e la mancanza di gioco le chiavi di lettura più probabili.

Proprio la mancanza di un’idea chiara di manovra sembra essere la causa più accreditata riguardo al tema “Dybala tuttocampista”.

Sacrificare il più debole mentalmente, magari cercando di sopperire nello stesso tempo anche alla mancanza di inventiva a centrocampo, sembra essere l’antidoto pensato da Allegri per non scontentare la propria batteria di stelle.

Un disegno che formalmente non fa una piega, soprattutto se poi si finisce per elogiare ogni volta un Dybala sempre più spento.

Mistificazione della realtà che non potrà continuare a lungo: perchè nella Juve che, oggi vince, c’è comunque una stella offuscata, con il pericolo che possa definitivamente spegnersi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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