Via le catene

moise

Ogni lasciata è persa; ogni centimetro deve essere divorato voracemente.

Un dogma, questo, che Moise Kean avrà imparato a memoria in questi mesi, prima di attendere che il destino gli porgesse nuovamente la propria mano.

Il talentuoso ragazzo vercellese non ha tradito le aspettative, ieri sera, nel match di Tim Cup contro il Bologna, chiudendo un cerchio iniziato proprio in terra emiliana.

Già, perchè dalla prima rete in Serie A a soli 17 anni fino al primo timbro nella Juventus Ronaldiana, Moise ha attraversato un periodo ricco di interrogativi e attese snervanti.

Spazio quello per il numero 18 bianconero chiuso con il lucchetto, tanto da avvicinarlo più volte alla solita esperienza formativa, dalla quale non si ha mai la certezza di un ritorno.

Discorso oramai “antico” per un calcio italiano, regredito in tal senso; dove la giovane promessa può essere lanciata seriamente a partire dai 24-25 anni.

Filosofia di pensiero che non ha risparmiato neanche la prima potenza italiana; la quale ha dovuto attendere due infortuni (Khedira prima e Mandzukic poi) per dar fiducia a due potenziali crack come Bentancur e Kean.

L’uruguaiano, messo spesso in naftalina nello scorso anno, ha avuto bisogno di 3-4 partite intere per dimostrare di essere un boccono prelibato, ambito da club come Barcellona e Atletico di Madrid.

Sorte, che potrebbe replicarsi con la versione evoluta di Mario Balotelli, uno che ha stoffa, decisamente pregiata, già a 19 anni nemmeno compiuti.

Kean è oggi un calciatore vero fisicamente e tecnicamente, capace di esaltarsi in mezzo ai giganti zebrati.

Certo, una rondine non fa primavera, ma l’utilità con la quale Moise partecipa alla manovra è un particolare che non deve passare inosservato.

Non avrà l’esperienza e la levigatura di Mario Mandzukic, ma non per questo non potrà mai sostituirlo volontariamente, senza aspettare l’infortunio del caso.

La prestazione di ieri sera ha manifestato una maggiore fluidità di manovra con un centravanti più tecnico e veloce del croato; con un possenza fisica di tutto rispetto, nonostante la statura non elevatissima.

Se a ciò si aggiunge la propensione al gol e una maturità mentale capace di ignorare gli squallidi buu razzisti del caso (rispondendo con il gol), invece di iscenare isterici teatrini; ecco che il ragazzo è già una casereccia arma letale.

Motivi per il quale, la Juventus, forse, ha già la stella nelle sue mani, non solo per il futuro, ma già nel presente; a patto che ci voglia coraggio.

Perchè, cosa sarebbe stato Mbappè alla sua stessa età nel Campionato italiano?

Forse, un Moise Kean in trepidante attesa della sua occasione.

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