L’ora del buon Fabio

fabio

E’ scattata l’ora X, quella dello stacco con il passato: della rivoluzione.

La materializzazione della figura di Fabio Paratici, dopo anni di manovalanza dietro le quinte, è giunta a compimento.

Il 46enne manager bianconero si è finalmente preso la scena; con tenacia e un pizzico di sana follia.

Già, perchè si arriva ad un punto della propria vita in cui bisogna prendere una strada; a volte biforcata con il lungo sentiero del passato.

Paratici, identificato come l’eterno braccio destro di Beppe Marotta, ha svoltato: da solo, con la propria testa.

Nulla di sorprendente, per uno che dopo una carriera mediocre fra la polvere della Serie C, ha voluto la vetta, lo stesso, nel mondo calcistico.

L’ossessione dello scout, abbinata al valore mercificato del calciatore il suo pane quotidiano: l’aura che oggi contorna il suo nome.

Se le operazioni, Vidal e Tevez, sbocciate nella penombra in questi anni non sono state affibbiate con convinzione a Fabio; è il colpo del secolo Cristiano Ronaldo che ha tracciato l’anno zero.

Un trasferimento sensazionale, ad oggi non ancora realizzato nella testa del tifoso zebrato; che ha calamitato l’attenzione del Patron Agnelli, con conseguenze devastanti.

Sisma ridondante nel mondo calcistico a livello mediatico; scossone non privo di conseguenze nell’albero dirigenziale bianconero.

Paratici, per la prima volta, (pura supposizione logica) ha seminato e raccolto da solo il frutto dell’operazione CR7; completando con Jorge Mendes e Andrea Agnelli, il triangolo del colpo gobbo.

Ragnatela di pensiero che ha tagliato fuori Marotta (magari in disaccordo); come dimostra la conferenza di presentazione dell’asso portoghese, guancia a guancia con Fabio Paratici.

Smacco per alcuni versi “traditore”, per altri dovuto, se nella vita si vuole giungere prima o poi sul palco da protagonista.

Lo stesso ruolo che ad oggi il Dg bianconero sta vestendo con convinzione tecnica e mediatica; come dimostrano le numerose interviste rilasciate ai media, una chimera qualche anno fa.

Parole collegate a primi fatti concreti, identificati nel primo colpo a zero, targato Aaron Ramsey, passando dai possibili acquisti di prospettiva Trincao e Romero.

Insomma, primi petardi, in attesa dei bomboni estivi; passanti dai nomi di Mbappè, James Rodriguez e Pogba.

Operazioni da “Football Manager” fino a qualche tempo fa, ad oggi, finalmente tangibili.

Lo schiaffo del secolo C.Ronaldo insegna: il buon Fabio, vuole le luci della ribalta con la sua Juve, recuperando il tempo “perduto”.

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