Riposo “forzato”

.Sarà pure un boxing day indigesto o una routine fatta da 18 partite tutte ad un fiato; eppure il Re è lucido come non mai.

La Juventus, per la prima volta, priva fin dall’inizio del suo faro principale, sbatte negli ostacoli di Bergamo, salvo poi essere tirata su dal precipizio, grazie al solito Cr7.

Un pareggio, tanto prezioso, giunto in 10 uomini, quanto pieno di rimpianti basici.

Già, perché se è vero che contro l’Atalanta un punto è comunque un risultato da non disprezzare, è l’assenza dall’inizio del fenomeno portoghese, in una partita da bollino rosso, che pone alcuni interrogativi.

Perchè collocare quasi “forzatamente” in panchina Cristiano ad una settimana scarsa dalla mega pausa invernale?

Per quale motivo sarebbe stato più utile “risparmiarlo” in una partita anticipatamente complicata e non nella sfida successiva contro la Sampdoria, nelle mura amiche?

Interrogativi criptici, che risultano ancora più ridondanti considerando l’impatto fisico-mentale che il portoghese ha oggi, anche nelle gare meno scintillanti.

Cr7 non è solo l’emblema di una perfetta condizione fisica ventennale, ma soprattutto, è la molla capace di innalzare il livello tecnico del contesto a lui vicino.

Ne sanno qualcosa Mandzukic e Dybala, oggi copia sbiadita di quei calciatori capaci di trascinare la Juventus in Italia e in Europa, come mai nelle precedenti stagioni.

Un calo di pericolosità offensiva e di terrore negli avversari, che oggi si è materializzato sull’Atleti Azzurri d’Italia; salvo poi innalzarsi nuovamente nella mezz’ora finale della rinascita.

E’ chiaro che all’alba dei 34 anni, Cristiano Ronaldo non potrà mai timbrare ogni gara, magari con regolare segnatura; ma è altrettanto evidente che ad oggi, il riposo pare più forzato che dovuto.

Con un Campionato, ancora potenzialmente “aperto” e una Champions distante due mesi; il leone affamato di sangue, può ancora azzannare numerose prede sul suo cammino.

Un sentiero che inevitabilmente, in seguito, dovrà scontrarsi con l’appuntamento cruciale della stagione; un galà dove la guest star per eccellenza non potrà deludere il popolo juventino.

Solo in quel caso, la ragione raffredderà razionalmente il suo fuoco sacro.

Fin quando il tempo lo permetterà, però, la belva è giusto che ruggisca ancora: come quel 78’ di un complicato Atalanta-Juventus.

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