La sottile differenza che fa la perfezione

La testa prima di tutto, a comandare una macchina corporea costantemente divina.

Cristiano Ronaldo, ovvero l’evoluzione del Gonzalo Higuain bianconero, in fondo, è stato preso per questo.

Confronto impietoso, ma quanto mai veritiero in quel di San Siro; dove la voglia di rivalsa del Pipita ha rimbalzato contro l’inarrivabilità dell’alieno portoghese.

Già, perché Gonzalo Higuain è stato un pezzo indimenticato del grosso cuore bianconero, una mancanza affettiva che ancora oggi tocca le menti dei tifosi più nostalgici.

Un’assenza, però, che al di là del sentimento è stata giustificata da una ragione precisa, inappellabile.

Scotto da pagare quando non basta essere uno degli attaccanti più prolifici del globo calcistico, se di fronte hai una vera e propria macchina footballistica.

Ronaldo è molto di più di un grande cannoniere: lui è un leader responsabile, un concentrato di sangue freddo; presenza costante nelle serate che contano.

Tutto ciò che ha costituito quel tallone d’Achille che ha impedito a Gonzalo di stabilirsi definitivamente nell’Olimpo dei grandi.

Il self control svampato ieri sera dagli undici metri prima e l’ennesima sceneggiata nervosa a partita compromessa, non ha di certo smentito tale tesi.

Il peso di caricarsi una squadra sulle spalle contro il club che lo ha sedotto e scaricato, ha schiacciato la sagoma del Pipita, affogandolo insieme al Diavolo, nelle acque della sconfitta.

Costituzione psichica completamente in antitesi con Cr7, uno in grado di mangiarsi la pressione a colazione; di tirare dalle sabbie mobili, spesso, i propri compagni.

Un appuntamento fisso ed immancabile con le serate di Gala che ha spinto la Vecchia Signora a giocarsi la carta tanto economicamente sanguinosa quanto materialmente efficiente.

Le prime risposte non sono tardate ad arrivare, con il fenomeno portoghese capace di marchiare le partite nonostante i meccanismi di sparo non siano ancora completamente oleati.

Personalità radicata nelle vene e psicologia da numero 1 fortificata nel tempo; capace di leggere con intelligenza i momenti di una partita, di una stagione.

Un bagaglio mentale che si è materializzato anche nel momento di rabbia del suo predecessore bianconero; quando ha invitato Higuain a calmarsi per il bene di sè stesso, ma soprattutto per la squadra.

La sottile differenza che fa la perfezione, al di là del resto, forse, sta soprattutto qui.

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