Quella maledetta “regola Barzagli”

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C’è un sottilissimo filo psicologico che tiene ancorata la fortuna alla Champions League: quel coraggio di giocarsi la vittoria fino all’ultimo istante utile di partita.

Un percorso che ieri la Juventus ha dimostrato di avere nelle corde per 80 minuti, prima del vuoto cosmico; del solito vizio che ha bloccato l’ascesa europea bianconera negli ultimi anni.

Già, perchè seppur incapace di chiudere un match dominato al cospetto del Manchester United, gli uomini di Allegri hanno tirato i remi in barca sul finale, autolesionisticamente.

Un atteggiamento che in molti non avevano captato, ma che i più prespicaci e mnemonicamente ferrati, avevano preannunciato all’ingresso di Andrea Barzagli.

Nulla contro il difensore fiorentino, per carità; grande icona della Juve post-calciopoli e ancora ottimo difensore; ma è la recidiva mossa mentale che stride.

L’ingresso in campo del buon Andrea, ha ancora una volta, chiuso finestre ed inferriate della casa bianconera, preparandosi ai soliti 10-15 minuti di barricate.

Un film troppe volte già visto e periodicamente deleterio per la Vecchia Signora; capace di dare coraggio e linfa ad un nemico, che era oramai alle corde.

Ho spostato Fellaini al centro e Rushford-Martial sugli esterni, perchè con l’ingresso di Barzagli e l’abbassamento di Cuadrado, loro avevano rinunciato a giocare”, ha detto Mourinho nel post-gara.

Parole, quelle del tecnico portoghese che sanno di fastidiosa ma limpida verità, nei confronti di una squadra tecnicamente mostruosa ma ancora mentalmente incompiuta.

Difetto di fabbrica timbrato Massimiliano Allegri, che i bianconeri hanno sul groppone da diversi anni, evaporando prestazioni mastodontiche ad un passo dalla gloria.

Monaco 2016, Juventus-Tottenham e Madrid 2018, con l’intermezzo della finale di Cardiff del 2017; non possono non essere legati da quel fastidioso collante.

La voglia e quel sano masochismo di difendersi a risultato acquisito o di apparente tranquillità; si è spesso scontrata con i ceffoni improvvisi di squadre furbescamente avvezze a questa competizione.

Uno scotto bruciante che agli occhi dei delusi tifosi gobbi è sembrata semplice maledizione europea, ma che in realtà ha una ragione di fondo.

La Champions League non è più quella di qualche stagione fa, quando il Chelsea di Roberto Di Matteo, trionfò, anche con sprazzi di vecchio catenaccio.

Contro potenze di fuoco, colme di campioni, la difesa è fondamentale ma non il cardine principale.

Asserragliarsi anche 5 minuti contro gente del livello di Leo Messi, Bale o Neymar non può mai essere la via d’uscita giusta, anche se apparantemente può sembrarlo.

Una lezione che più volte il tecnico livornese ha dovuto immagazzinare nell’Europa che conta, ma che ad oggi, pare ancora non aver assimilato a livello pratico.

Lo smacco di Mourinho, come ultimo squillo, per quell’assurda “regola Barzagli”, di trapattoniana memoria, appartenente ad un calcio che oramai non esiste più.

4 pensieri riguardo “Quella maledetta “regola Barzagli”

  1. Allegri su 235 partita giocate con la juve ne ha vinte 169 pareggiate 35 e perse 31 con il 77% di risultati utili.
    È l’allenatore più vincente della juve e recentemente in Europa sempre come % di vittorie.
    Su 199 partite disputate, Buffon (o chi per lui) è rimasto imbattuto per ben 105 volte. Una percentuale che supera la metà (52,76%)
    Ha vinto 5 scudetti 4 coppe Italia e 2 supercoppa italiana e due finali Champion

    e forse mi sfugge qualche numero…

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  2. Un allenatore patetico, testardo e difensivista. I numeri e le statistiche sono interessanti fino ad un certo punto; ma il vero tifoso che guarda le partite, si annoia, sbuffa e si chiede: perché abbiamo una rosa da top club europeo e subiamo il gioco dall’Empoli di turno? Perché attaccanti formidabili come Ronaldo, Dybala e, precedentemente, Higuain sono costretti a giocare da soli, isolati e spalle alla porta limitando il loro potenziale offensivo?
    Sono esacerbato di questo continuo gioco difensivista che non appartiene e non è mai appartenuto alla Juventus.

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  3. non è vincente in champions, ma con la stessa squadra di conte ci ha portato in finale, è un buon allenatore ma si deve rendere conto dei suoi continui errori.. che problema c’è mettere forze fresche? mou lo ha fatto ed il risultato gli ha dato ragione, lui per l’ennesima sconfitta subita ha sempre fatto lo stesso errore.
    Ma dico io?! ci voleva tanto mettere douglas costa, bernardeschi, mandzukic al 92esimo è utile come un calcio nei maroni preso da un cavallo

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