Doppia identità

Juventus-Cagliari-Bonucci-Joao-Pedro

Essere o non essere, questo è il problema.

Domanda mai quanto ad oggi così ridondante, per comprendere quale sia la vera natura della difesa juventina.

Una retroguardia, quella dei Campioni d’Italia, da sempre fiore all’occhiello di questi anni trionfali; divenuta ad oggi un enigma dalla doppia identità.

La muraglia bianconera sui quali rimbalzano gli attacchi europei, cozza con la fragile barriera nella quale spesso e volentieri passano i meno quotati nemici.

Frutto di stimoli e concentrazione differenti sulle due competizioni; o semplicemente crepe presenti ma invisibili quando vige la concentrazione mentale?

Non vi è dubbio che la presenza in campo di Giorgio Chiellini, sposta notevolmente l’asticella tecnica e psicologica; ma non basta a dare una soddisfacente spiegazione.

La Juventus di queste prime 11 giornate di Serie A ha subito 8 gol, soprattutto da piccole squadre.

Sorprendente fattore questo, che funge da rovescio della medaglia, quando il tasso tecnico del dream team allegriano è cresciuto esponenzialmente.

Compagine quella torinese nettamente improntata ad un gioco offensivo, a partire dai due terzini di spinta più che di copertura e da un centrocampo, che tranne il buon Matuidi, è privo di incontristi.

Ragion per cui, difendersi in 8-9 giocatori per lunghi tratti della gara risulta essere più difficoltoso delle scorse annate; soprattutto quando il sacrificio mentale del collettivo latita.

Problema, che invece, non è visibile in Champions League, dove la voglia di sbranare la competizione spinge il cuore oltre l’ostacolo, facendo elevare la coppia Chiellini-Bonucci a professori di Haward.

Espedienti questi che non preoccupano più di tanto il tifoso bianconero ormai con la testa nell’Europa che conta, ma che non possono tralasciare le avvisaglie da Campionato.

L’Inter di Luciano Spalletti ha subito 2 gol in meno dei bianconeri, mettendo a segno un filotto di vittorie non da poco conto.

I bianconeri, dalla loro, sannmo ancora di aver il destino nelle loro mani; motivo per il quale dovranno far combaciare la propria identità difensiva.

Perchè in Italia, a differenza dell’Europa, chi subisce meno gol, quasi sempre è il Re della competizione.

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