L’illusionista

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Una manciata di secondi sovrannaturali per sovvertire una fastidiosa realtà.

D’altronde i fenomeni sono tali per questo; per accendere la lampadina anche quando il buio sembra dover caratterizzare una serata negativa.

Cristiano Ronaldo, al Castellani, non solo ha illuminato la scena; ne ha scritto il finale da solo, dopo una trama che comincia ad essere fin troppo ripetitiva.

La Juventus da trasferta, contro squadre che lottano per la sopravvivenza, fa fatica; espugnando i piccoli fortini avversari per il rotto della cuffia.

Eccetto la convincente prova di Udine, il 90% delle gare disputate fuori dalle mura amiche, hanno detto questo; un po’ a sorpresa.

In realtà, il filo conduttore del balbettìo esterno della Vecchia Signora, pare essere spiegabile da un fattore tecnico, oltre che mentale.

Dispendio di energie psico-fisiche Champions a parte, la maggior parte delle contese in questione sono state disputate lontano dalla settimana delle Coppe; ragion per cui alla base ci potrebbe essere dell’altro.

Una manovra di gioco troppo lenta e monocorde, costantemente incentrata su un possesso di palla orizzontale sfociante sulle fasce, con conseguente intasamento avversario nella zona di attacco bianconero.

Cristiano Ronaldo, fino al momento della magia decisiva per le sorti dell’incontro, è stato servito poco o in posizione di ala, dove la tripla marcatura avversaria non faceva altro che soffocarne l’estro.

Un modo di condurre le ostilità della gara facilmente leggibile, ad oggi, per le squadre piccole; abili nel difendersi massicciamente, ripartendo in contropiede.

Modalità di incontro completamente differente da una gara di Champions League, dove i bianconeri dimostrano di sapersi esprimere ad alti livelli, quando il duello con il nemico è a viso aperto.

Spiegazione, però, che non può essere giustificabile da sola per dare una chiave di lettura convincente alla fatica inaspettata che la Juventus di Cr7 ha sciorinato in queste prime trasferte nazionali.

Una grandissima squadra (e siamo sicuri che la Juventus lo sia), deve avere un piano B per scassare qualsiasi fortino; senza cullarsi sulla giocata del singolo campione.

Lavoro che Massimiliano Allegri dovrà incentrare sul suo dream team, capace di calpestare l’Old Trafford, salvo poi essere tirata per i capelli dal suo illusionista, dalle solite paludi di periferia.

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