Riflesso pericoloso

ronni

Non sempre bastano figurine pregiate per completare pagine di un album da ricordare.

Input, questo, che sembrava essere stato recepito alla perfezione da una squadra cannibale per 10 partite consecutive.

Il pareggio maturato contro il Genoa, nelle mura amiche, invece, ha riaperto crepe nella muraglia bianconera già viste nella scorsa annata.

Difendere il gol di vantaggio o in alcuni casi (come ieri) smettere di far valere il proprio tasso tecnico sul nemico, è una dannata abitudine non ancora del tutto debellata.

Già, perché non basta avere un Cr7 e un Cancelo in più nel motore per superare le scorie di una “malattia” psicologica ancora enigmaticamente irrisolta.

Il campanello d’allarme inerente allo stacco della spina nei 90 minuti, è da sempre un ammonimento cardine dell’Allegri pensiero; salvo poi essere una fastidiosa abitudine sul rettangolo verde.

Attaccare per cercare la goleada, si è oramai capito non essere nei pensieri del tecnico livornese; ma la chiusura di una contesa, soprattutto in situazioni “facili”, non può essere ancora ad oggi un problema.

Uno step che la Vecchia Signora deve obbligatoriamente superare in questa stagione, in virtù di una squadra costruita per ammazzare l’avversario e poco incline alla difesa del risultato.

Ragion per cui, i bianconeri non possono permettersi di gestire per 30-40 minuti una gara abbassando ulteriormente il proprio baricentro come spesso accadeva nelle scorse annate.

Un pericolo troppo marcato quando disponi di un centrocampo a corto di incontristi e una difesa che senza Chiellini va in affanno nell’area piccola.

L’esortazione continua di Cristiano Ronaldo, nel secondo tempo, verso i compagni, nell’avanzare il proprio raggio d’azione, non è un dettaglio da sottovalutare.

Perché il pari interno di ieri non è preoccupante, ma trovarsi in un’ipotetica semifinale di Champions sull’1-0 contro il Real di turno e difendere per mezz’ora il vantaggio sarebbe solamente deleterio.

E allora dopo Monaco nel 2016, e le gare contro il Tottenham in casa e il Real al Bernabeu, nella scorsa stagione, è ora di far sparire quel fastidioso riflesso, ancora potenzialmente nocivo.

 

 

 

 

 

 

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