Dybala torna a casa

paulo

Una serata nel suo habitat naturale per ritrovare la gloria dei giorni migliori.

Paulo Dybala torna a colpire senza pietà, con un tris d’applausi nella serata del grande vuoto targato Cr7.

Quella che doveva rappresentare una normale tappa del percorso europeo della Vecchia Signora, si è rivelata una notte splendente per un gioiello da troppo tempo impolverato.

La Joya fuoriesce di getto da dietro le quinte di questo iniziale film bianconero, ergendosi da assoluto protagonista, come i favolosi tempi passati.

Un ritorno alla ribalta coinciso con lo spostamento nella sua casa di sempre: l’area di rigore.

Quell’avanzamento di una decina di metri a contatto ravvicinato con la porta ha di colpo riavvolto il nastro alla stagione scorsa, quando l’argentino impallinava in tutte le maniere possibili i portieri avversari.

Già, perché Dybala non è un 10 e mai lo sarà, per la sua consistenza fisica e le sue qualità morfologiche.

Il gioco di raccordo chiesto da Max Allegri in queste prime partite stagionali ha dimostrato che non solo viene sminuito il valore del ragazzo di Laguna Larga, ma lo depotenziano della sua qualità migliore: il gol.

Una dipendenza che aiuta psicologicamente un talento dall’indole fragile, conscio di doversi sentire coccolato ed utile per rendere al massimo.

Motivo per il quale, questo Paulo Dybala ha bisogno di sentirsi nel suo ambiente naturale, a fare ciò che gli viene spontaneo.

Segnare e far segnare il partner d’attacco, grazie alla sua tecnica sopraffina, abbinata ad una velocità e precisione di esecuzione rara a trovarsi in giro per l’Europa.

Un tridente, quello di ieri sera, che meglio ha espresso le qualità mai perse dal numero 10 bianconero.

Federico Bernardeschi, in tal senso, vero e moderno numero 10, ha incarnato alla perfezione ciò che spesso e volentieri è stato chiesto al suo compagno di squadra.

Strappo da centometrista, intelligenza tattica e visione di gioco periferica; il tutto al servizio della chirurgica predisposizione al gol di Paulo Dybala.

Un incastro tattico che è sembrato risolvere a pennello tanti piccoli interrogativi presenti nella pur straripante prima parte di stagione.

Dogma, però, che pare dover riaffiorare nuovamente quando Ronaldo tornerà a disposizione della Juventus.

Con la presenza fissa del numero 1 al mondo e l’amore platonico del binomio Mandzukic-Allegri, il rischio di un nuovo adattamento per Dybala è più concreto che mai.

Sacrificare l’indole innata della Joya per le radicate e inamovibili convinzioni, sarà la scelta giusta?

Ad Allegri la decisione più delicata: perché mettere un gioiello fuori dal portone di casa, per l’ennesima volta, potrebbe avere ripercussioni ancor più deleterie su un talento dall’animo così instabile.

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