Il destino nelle mani

Trasformare i sogni in solide realtà, questa volta, potrebbe dipendere più dalla testa che dalle avversità.

Il regolamento di conti maturato, ieri, all’Alianz Stadium fra Juventus e Napoli, è sembrato un messaggio preciso e inequivocabile alla stagione bianconera.

Il risultato di 3-1, che sarebbe potuto essere decisamente più rotondo per quanto profuso, è solo il contorno alla prestazione diversa rispetto alle edizioni precedenti contro i partenopei.

Come accaduto al Mestalla, la squadra di Massimiliano Allegri ha fatto letteralmente paura, ergendosi a gigante dinanzi al valoroso avversario di turno.

La reazione dopo il solito inizio timoroso e calcolatore ( morbo sbiadito ma ancora presente dalla passata stagione) ha dimostrato il perché questa Juventus è la più completa e matura degli ultimi anni.

Il Napoli di Ancelotti dopo il ruggito provocatore ha svegliato la belva bianconera, capace di sbranare per un tempo l’agnellino campano.

Quel baricentro di colpo innalzato ha esaltato la vena di Cristiano Ronaldo (uno che queste partite le vince da solo); grazie ad un centrocampo massiccio e qualitativo.

La difesa seppur con dei blackout Bonucciani ancora rivedibili, da lì in poi ha rischiato solo nel finale, quando Callejon non ha sfruttato il solito pisolino post vantaggio.

E’ questa, ad oggi, l’unica imperfezione pericolosa dei Campioni d’Italia: allentare la tensione a risultato acquisito.

Una pericolosa abitudine che in Europa, può distruggere in una manciata di minuti, l’eccellente lavoro profuso in una partita.

Rischio, che quest’anno, la Juventus non può permettersi, al cospetto di una rosa pressoché perfetta.

Il tris di assi calato in estate da Marotta e Paratici che risponde al nome di Cancelo, Emre Can e Ronaldo, ha sensibilmente raddoppiato la forza della Vecchia Signora.

Di Ronaldo sappiamo tutto, di Emre Can e Cancelo, potremmo solo sintetizzare gli arrivi come “oro colato”.

Se a ciò si aggiunge la miriade di soluzioni offensive residenti in panchina, fra cui l’arma letale Douglas Costa, è chiaro che questa Juventus in Europa può e deve fare la voce grossa.

Cercare di accumulare un gap importante in Campionato sulla seconda (stile Bayern Monaco in Bundesliga) per poi concentrarsi sul vero obiettivo stagionale, potrebbe essere una strategia più che preziosa per il proseguio della stagione.

Perché mai come in quest’annata, il destino è visibilmente nelle mani della corazzata di Andrea Agnelli e utilizzare testa e coraggio, questa volta, potrebbero “bastare” per raggiungere la meta tanto desiderata.

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