Paulo Dybala: stigmate da fuoriclasse vero con l’animo da bambino

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E’ bastato che l’orologio si fermasse a quel fatidico 11esimo minuto di Juventus-Bologna per ripristinare un film a puntate che non poteva già essere terminato.

D’altronde Paulo Dybala non è mai sparito del tutto; è semplicemente riemerso ancora una volta dalle acque in cui spesso e volentieri decide di immergersi pericolosamente.

Quella mezza rovesciata di destro che ha aperto il successo bianconero, in realtà, ha funto più da boa alla quale la Joya si è attaccato per riemergere nella sua superficie.

Tocchi di classe, giocate sopraffine e gamba che di colpo pare essere tirata nuovamente a lucido, come per magia.

Un cambio drastico rispetto alle opache prestazioni precedenti, nelle quali il ragazzo di Laguna Larga sembrava un fake del talento argentino invidiato da mezza Europa.

La presenza ingombrante di Ronaldo, la crescita di Bernardeschi o semplicemente il difficile adattamento ad un modulo nuovo, in realtà, sono parsi degli alibi riguardo il “blocco” di Dybala.

Sono tornato. Il gol mi ha sbloccato e dato fiducia; se dopo aver segnato sbagli un passaggio la gente non mugugna più”.

Parole sincere, ma profondamente puerili, pronunciate da un ragazzo dalla classe cristallina e rara a trovarsi nel globo calcistico; ma indubbiamente fragile nell’animo.

Cr7 nel periodo di astinenza, insegna, di aver sempre provato a fare le sue giocate, anche nel momento di rabbia e disperazione, dove non ha mai dato spazio alla paura di sbagliare.

Timore che invece ha accompagnato il numero 10 bianconero, relegato nelle prime giornate dalla sua mente a giocate semplici ed elementari; quasi come se determinate caratteristiche non le appartenessero più.

Metamorfosi improvvisa che si è materializzata ieri sera, dopo che il talento ancora una volta gli ha teso la mano.

Un copione più volte visto e rivisto che risolleva il cuore del tifoso preoccupato dai blackout della Joya; ma che allo stesso tempo induce a riflettere.

Cosa sarebbe il talento di Paulo Dybala abbinato ad un carattere forte e autoritario?

Probabilmente il prodotto di uno dei primi 5 giocatori più forti al mondo, destinati ad incidere indelebilmente e costantemente nelle notti speciali.

Un percorso caratteriale quello dell’argentino che difficilmente potrà mutare con il tempo; in quanto trattasi più di una peculiarità genetica che di un limite fisico.

Motivo per il quale nessuno dovrà più smarrirsi in futuro dinanzi ad una nuova eclissi di Paulo Dybala, salvo poi respirare nuovamente per il pericolo scampato.

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