Il tempo di Dybala: via la maschera!

paulo

C’è un tempo per i sogni leggeri, puerili, per la confusione tra l’essere o il non essere, tipica dell’età giovanile; poi il punto di evoluzione con il passato, di maturazione e definizione del proprio io.

Paulo Dybala, sembra esser giunto al giro di boa, al momento opportuno per dare le proprie risposte concrete, senza bluffare.

Il talento innato della Joya è cristallino, lampante, forse (Cristiano Ronaldo a parte), il più pregiato dell’intera serie A italiana.

Una miniera preziosa per la Juventus, che però, non ha ancora fruttato definitivamente nel palcoscenico che conta, quello dei giganti europei.

Dybala in questi anni in bianconero ha alternato le vesti di croce e delizia; intervallando reti da fantascienza a momenti di assenteismo non giustificato, soprattutto in serate da bollino rosso dove più volte veniva invocata la sua aurea magica.

Se si esclude la notte dello Juventus Stadium contro Messi, nel quale Paulo schiacciò la Pulce; il numero 10 juventino non ha mai spiccato il definitivo volo continentale.

Blocco figlio di quel paragone folle con il Dio del calcio o forse un limite caratteriale del ragazzo di Laguna Larga; fatto sta che il tempo scorre inesorabile e Dybala dovrà dare delle risposte inequivocabili.

L’arrivo di Cr7, in tal senso, sembrerebbe cascare a fagiolo, affinchè le coccole lascino spazio alle responsabilità, ai fatti pesanti.

Segnali che il talento albiceleste dovrà lanciare fin da subito per non rischiare di essere inghiottito nel vortice della panchina, alla quale potrebbe incancrenirsi il suo estro.

Non è un mistero che la prima gara sofferta contro il Chievo Verona ha mostrato la difficoltà di sfruttare Ronaldo nel 4-2-3-1; modulo nel quale Dybala dovrebbe sguazzare.

Il vestito sfoderato da Max Allegri contro i clivensi, sa tanto di forzatura per la desiderata simbiosi di Cr7 e la Joya; senza trovare ancora riscontri positivi.

Per carità si tratta solo della prima gara stagionale; ma la crescita esponenziale del fenomeno portoghese nella seconda frazione di gioco dovrà far riflettere.

Mandzukic scalpita e il maxi-investimento del più decisivo calciatore al mondo dovrà essere sfruttato con o senza Dybala.

Una condizione questa, che dovrà “ svegliare” con più velocità Paulo dai momenti di torpore, prima che lo spazio potrebbe ridursi senza sé e senza ma.

La Juventus prima di ogni cosa; le frecce nell’arco della Vecchia Signora, mai come in quest’annata possono fornire alternative di primo pelo.

Il tridente puro con due ali o il rombo di centrocampo, potrebbero rivelarsi una gabbia nella quale l’argentino rischierebbe la prigionia.

Ragion per cui le fisches che con ogni probabilità Allegri riserverà a Dybala nelle prossime gare dovranno essere usate con attenzione e avidità.

La classe del giovane sudamericano non si discute, ma la sua duttilità è molto, ma molto restrittiva.

Motivo per il quale Paulo dovrà convincere la Juventus di non poter fare a meno di lui al di là dello schacchiere di gioco e magari al tifoso, anche il più scettico, di essere finalmente un campione con la C maiuscola.

E allora giù la maschera, perchè il tempo è maturo e i conti dovranno tassativamente tornare.

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