Il puzzle di Cristiano

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Il timbro non è arrivato, ma le prime macchie di inchiostro versate sono le solite, uniche e pregiate.

La prima di Cristiano Ronaldo con la maglia della Juventus è una gara più che positiva, coincisa soprattutto con i 3 punti finali.

Una prova, che però, non ha esentato il fuoriclasse di Funchal da alcune peculiarità tecnico-tattiche, che Massimiliano Allegri dovrà zoomare al più presto per non inceppare la macchina da gol portoghese.

Colui che da molti era stato considerato (giustamente) un’ evoluzione di Gonzalo Higuain, ha finito per impantanarsi nella palude del suo predecessore, nella prima frazione di gioco.

Il vestito cucito addosso da Allegri per la prima di Cr7 è sembrato stretto soprattutto nel primo frangente; causa la solita manovra lenta, sfociante nell’affollamento difensivo avversario.

Per carità è stata solo la prima di campionato e il caldo non ha di certo aiutato la fluidità di manovra; ma la batteria di trequartisti dietro Ronaldo non ha fornito le indicazioni desiderate.

Dybala è stato completamente assente dalla gara, Douglas Costa è andato a sprazzi, mentre Cuadrado è sembrato un doppione di Cancelo, senza apparente utilità ludica.

Se a ciò viene sommato un centrocampo lento e privo di incontristi, ecco che anche il numero 1 al mondo può far fatica.

Le indicazioni della seconda parte di match, però, hanno dimostrato al contempo ciò che da solo può determinare Cristiano, come dimostrano le 5 conclusioni nitide create in proprio verso la porta del super Sorrentino.

Il numero 7 juventino, si è improvvisato ala sinistra come i vecchi tempi, sfoderando delle giocate da stropicciarsi gli occhi.

L’entrata di Mandzukic, in tal senso, sommata all’imprevedibilità di Bernardeschi, hanno liberato l’asso lusitano dalle catene avversarie, portando i bianconeri a dominare letteralmente il nemico fino alla vittoria finale.

Un cambio di rotta che dovrà far riflettere nell’immediato Allegri, conscio che questo bolide non potrà essere sfruttato a energia ridotta.

L’impressione, a tal proposito, è che Cr7 preferisca partire da seconda punta, godendo delle sponde dell’ariete di turno, per poter sprigionare la sua potenza e il suo tiro chirurgico.

Marione potrebbe essere paradossalmente ancora una volta l’ago della bilancia, stanzionando, finalmente, nel suo ruolo naturale.

Già, perché quest’anno non si potrà sbagliare, perché la stella di Cristiano Ronaldo dovrà tassativamente brillare a piena luce nel cielo europeo.

E allora tutti sull’attenti: Dybala in primis.

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