Quanto è costato realmente CR7

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Che nessuno si sorprenda più se le dinamiche di mercato si contorcono verso strade inaspettate.

Anche se sei la Juventus e la logica sistemica ha regnato sovrana soprattutto nelle ultime annate.

Difficile entrare nella testa del tifoso medio, capace di allucinarsi dinanzi la visione del fuoriclasse portoghese Cr7, sotto l’ombra della Mole; salvo poi chiedersi il motivo di addii inaspettati e dolorosi.

Se la partenza di Higuain sembrava oramai una formalità dinanzi all’arrivo di Cristiano Ronaldo; è il ritorno del tumultuoso Bonucci ad inasprire le gole dei tifosi bianconeri.

Asprezza che diventa veleno se la pedina di scambio si chiama Mattia Caldara; il futuro della difesa italiana, prenotato e inseguito nelle ultime due stagioni.

Una maxi-operazione quella chiusa con il Milan, che sa tanto di beneficenza; ma che in verità Marotta e Paratici sono stati costretti ad accettare.

Il fulcro dell’evoluzione pirotecinca del mercato, neanche a far l’apposta, è stato proprio lo sbarco dell’alieno portoghese; uno che sposta sì gli equilibri di ogni tipo.

Il costo economico di 114 milioni di cartellino, più il pesantissimo ingaggio quadriennale; sono solo una parte della marea che la Juventus ha deciso di cavalcare per i prossimi 4 anni.

Già, perchè l’arrivo del più decisivo calciatore al mondo, non può che “obbligare” la Vecchia Signora a concretizzare quel sogno chiamato Champions League, nei prossimi anni a venire.

Fallire l’obiettivo nell’arco temporale del contratto di Ronaldo, significherebbe non aver usufruito a pieno dell’incredibile investimento appena compiuto.

Motivo per il quale i Campioni d’Italia hanno dovuto da una parte rientrare con le spese di bilancio, cedendo obbligatoriamente Higuain; provando dall’altra a puntellare una squadra pronta nell’immediato a battagliare con Barcellona e Real Madrid.

Un cambio drastico di mentalità mercantile che ha condotto i bianconeri ad operare con l’acqua alla gola, trovando nel Milan di Leonardo l’unica “via di salvezza”.

Il grande bluff del Chelsea sull’affare Pipita, ha condotto il neo Ds rossonero a giocare su più tavoli, accettando di tesserare l’oramai scomodo argentino in cambio del baratto Bonucci-Caldara.

Una condizione che nonostante il malcontento del 95% dei tifosi bianconeri è stata accettata da Madama; pur di non accollarsi ancora a bilancio l’esoso ingaggio di Higuain, con il rischio che il proprio cartellino potesse svalutarsi negli anni a venire.

Un incastro, insomma, dai contenuti prettamente economici miscelati ad aspirazioni tecniche attualmente diverse per le due squadre.

Discorso che forse interesserà marginalmente il tifoso bianconero, oggi indiavolato alla luce di una maxi-operazione, che per alcuni ha rovinato quanto di fatto di buono nella prima parte di calciomercato.

Una condizione, però, che la Juventus ha dovuto percorrere e poi accettare, per far sì che la sfida Cr7 divenisse un azzardo tanto pericoloso, quanto necessario per la realizzazione di un sogno immediato.

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