Don’t touch Miralem Pjanic

pjanic

Non spegnere la luce, per evitare di mandare in black out la giostra delle meraviglie.

La Juventus alle prese con le cessioni illustri dopo l’abnorme sforzo per portare a casa Re Cristiano Ronaldo; non può permettersi di ingranare una pericolosa retromarcia.

Certi oramai delle partenze Gonzalo Higuain e Daniele Rugani, con Alex Sandro sempre sul “chi va là”; ecco che il futuro di Miralem Pjanic è tutt’altro che scolpito.

Se le offerte di Manchester City e Barcellona sono state rispedite momentaneamente al mittente qualche mese fa; ecco che il pericoloso Chelsea di Maurizio Sarri è pronto a rispolverare incubi oramai dimenticati.

L’entusiasmo dimostrato dal bosniaco all’arrivo di Cr7 sembrava aver spazzato via ogni dubbio di una possibile fuga; ma la cena di ieri sera con il procuratore Ramadani e quel laconico “buona serata”, sulla domanda di permanenza in bianconero, lasciano riflettere.

Già, perchè la Juventus stessa che da sempre pareva disposta a rimpolpare l’ingaggio del Pianista, potrebbe anche spingere per un improvviso bluff.

Sollecitare Pjanic ad una cessione per il ritorno di Pogba, vero pallino di Massimiliano Allegri in questa seconda parte d’estate; potrebbe essere un velato piano studiato a tavolino.

Un disegno affascinante, ma che potrebbe essere controproducente.

E’ indubbio che il francese (fresco campione del mondo), sia sulla via della ripresa e che alla Juventus potrebbe rispolverare gli antichi fasti; ma, ad oggi, sarebbe più utile dell’attuale numero 5 bianconero?

L’incostanza di Pjanic è oramai un tarlo con il quale conviverci, ma la luce del gioco juventino, passa volente o nolente da lui.

Un impianto ludico negli anni allegriani spesso improvvisato, che necessita delle individualità singole, soprattutto in zone nevralgiche del campo.

Il bosniaco in tal senso ha spesso e volentieri accesso i motori offensivi di Dybala e compagni, specialmente nell’ultima tribolata stagione.

L’arrivo di Cr7 in tal caso, avrebbe bisogno ancor più di un luminare in mezzo al campo, capace di spingere l’interruttore di una macchina potenzialmente nociva per gli avversari.

La sostituzione di Miralem con Pogba in tal senso, arrecherebbe ulteriore confusione, in una squadra zeppa di mezze ali dal gioco orizzontale, che di registi capaci di verticalizzare all’istante.

Un’operazione che al netto di costi e plusvalenze, rischierebbe di minare l’equilibrio di una squadra che ad oggi (anche senza il grande centrocampista ricercato), riuscirebbe a giocarsi con convinzione le proprie fisches in giro per l’Europa.

Una macchina che nonostante alcune imperfezioni (colmabili o meno nelle settimane a venire) non può smontare uno dei propri perni chiave, con la minaccia di un sanguinoso blackout.

E allora “don’t touch Miralem Pjanic”: l’uomo con l’interruttore fra i piedi.

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