Meglio così

insigne.napoli.higuain.juve.discussione.2017.2018.1080x648

In fin dei conti ben venga Juventus-Napoli; andare in contro al banco di prova cruciale, per capire cosa realmente merita la Vecchia Signora in quest’annata.

E’ essenziale a tal punto giocare, finalmente, a carte scoperte, levando ogni tipo di maschera sulla propria pelle.

Un strategia, quest’ultima, tanto comoda quanto deleteria, su un percorso che la Juventus sembra aver smarrito a livello di performance psico-tecniche, dalla drammatica finale di Cardiff.

Da allora in poi un susseguirsi di risultati tanto fruttuosi in campionato quanto vuoti al livello di animo.

La Signora ha mietuto vittime nazionali con la freddezza di un killer robotico nella missione, ma privo di emozioni basiche.

Quel cordone ombelicale fra squadra e allenatore, tanto fondamentale in un glorioso club come la Juventus, sembra si sia allentato da tempo; con alcuni impulsi nervosi, che il più delle volte, continuano a non arrivare a destinazione.

La macchina bianconera costruita per attaccare e segnare un gol in più dell’avversario; continua a poggiare sul vecchio assioma difensivo; linfa utile sul quale costruire i primi tre anni di successi Allegriani.

Le partenze di Dani Alves e Bonucci e la conseguente corrosione del trittico Buffon-Barzagli-Chiellini; ha spinto il mercato gobbo a puntare fortemente su un nuovo piano di conquista.

Douglas Costa, Bernardeschi, Cuadrado, Dybala, Mandzukic e Higuain: sembrava un’arsenale pronto a dare vita alla terza guerra mondiale.

Una mappa di conquista, quella della nuova Juventus, che avrebbe dovuto portare la Vecchia Signora a distruggere senza pietà l’Italia, lottando con giustificato coraggio in Europa.

Niente di tutto ciò invece: i bianconeri nascosti dietro il condivisibile alibi del rigore di Madrid, sono in verità gli stessi che si sono barricati nelle mura amiche contro il Tottenham prima e le merengues poi; salvo tirar fuori una tardiva prova di orgoglio.

Quel coraggio di esser forte capace di portare i Campioni d’Italia a dilagare contro la squadra più forte al mondo; visto con il contagocce in una stagione perennemente in chiaroscuro.

Un’accozzaglia di match disputati con la solita chiave di lettura; vantaggio e retrocessione in trincea, duellando con il cronometro più che con l’avversario di turno.

Una mentalità, la seguente, che ha finito per imborghesire, una squadra che non ha mai avuto, negli ultimi 4 anni un’identità di gioco riconoscibile e convincente.

Un processo temporale, nel quale le abitudini hanno piantato le proprie radici in un complesso difficilmente, ormai, trasmissibile su altri binari.

La Juventus che doveva mutar pelle a Cardiff non potrà cambiare fino al prossimo 20 Maggio; nonostante in molti continuino a credere, che la prossima disputa, sia quella della svolta.

Non resta allora, che affidarsi all’orgoglio di chi con mezza Italia contro, non può nonostante tutto, deporre le armi all’esaltato nemico.

E allora giù la maschera, almeno, per una sera: prima che la dirigenza pensi ad una nuova pelle, senza che nessun calcolo economico o mentale impedisca una rigenerazione vitale per la Vecchia Signora.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...