A denti stretti

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Il quadro sembra oramai delineato da tempo; il futuro, nonostante ciò, si spera, possa essere ancora scritto a caratteri cubitali.

La solita Juventus “acciaccata” da inizio stagione, appena debilitata dal Real Madrid, esce vincitrice da Benevento per il rotto della cuffia.

Il solito Dybala e la perla di Douglas Costa, stendono un velo su un match, che senza il risultato pieno, avrebbe avuto un riscontro più oscuro di quello maturato.

L’orgogliosa riscossa, dopo il tonfo di Coppa, era una medicina attesa da una fetta di popolo bianconero; una reazione, però, che questa Juventus, in fondo, non pare avere nelle corde.

Già, perchè anche la cenerentola Benevento, con un piede e mezzo ormai in serie B, rimette a nudo i soliti difetti della Juve allegriana; progredendoli verso una pericolosa “cancrenizzazione”.

I sanniti, riescono a rimontare per due volte la Signora; costringendola alle corde, ogni qualvolta, il risultato gli era appena contrario.

Un processo questo che, inevocabilmente, porta alla luce le diverse puntata di una soap stagionale, poggiante perennemente sullo stesso filone.

Le vittorie di Cagliari, Roma, Lazio e Milan, sono solo alcune dimostrazioni di come i bianconeri si attirino, come una calamita, il pericolo; proprio quando esso sembra essere scongiurato dal vantaggio.

Una scomoda abitudine, nata forse come riparmio energetico; concretizzatasi, cammin facendo, in una pesante regressione di gioco.

La Juventus che infiamma con le sporadiche vampate di alta scuola; dà il cambio alla pigra compagine, attratta per lo più, dallo scorrere del cronometro.

Un iniziale tic nervoso, tramutatosi nel tempo in una preoccupante patologia, sfociante Martedì scorso, nel crollo spagnolo.

Ecco che la rovesciata di Cristiano Ronaldo o la storia del Real Madrid, non bastano a catagolare una sconfitta che ha avuto una sua dinamica lenta ma cronologica.

La Juventus vista oggi, come i galacticos, ha avuto dalla sua parte un tasso tecnico maggiore rispetto al Benevento; pur non evidenziandolo, nettamente, nei 90 minuti.

Questo, perchè, a volte la mentalità e un’idea tanto convinta, quanto radicata, di gioco; può essere un’arma determinante, per annullare le distanze in una partita di calcio.

Una strategia che i Campioni d’Italia dovranno immagazzinare nel futuro prossimo; dopo che quella odierna, a denti stretti, si spera, possa portare, per un’ultima volta, verso il tricolore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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