Il castello di carta

max

A volte le vittorie attraenti sono più nocive delle grandi sconfitte.

Ci si ritrova, così, in una piovosa serata di inizio Aprile ad essere spazzati via dal tornado C.Ronaldo in casa propria ; magari picchiando fortemente la testa giù dal letto.

La Juventus delle due finali di Champions League e dei sei scudetti consecutivi, dall’aspetto forzuto, si ritrova internamente fragile.

Certo è che avere contro Cr7 e compagni non è assolutamente un dettaglio bypassabile; eppure le crepe visibili da tempo, questa sera non dovevano essere esposte alla tempesta.

La conferma del vecchio Barzagli, dopo la scorsa finale, al posto dello sfiduciato Rugani e quel 4-4-2 abbottonato; non lasciavano presagire nulla di incoraggiante fin dall’inizio.

La disfatta di Cardiff, avrebbe dovuto insegnare che in una competizione d’èlite come la Champions League, vince chi fa un gol in più dell’avversario, non chi si preoccupa di incassarlo.

L’inizio da “pannolino”, invece non ha fatto altro che condurre la Signora su quella via pericolosa che porta inevitabilmente fuori dal circuito.

La reazione più che dignitosa dopo lo svantaggio iniziale è un raptus di orgoglio che non può bastare a cancellare il solito tenero e imbarazzato approccio, pesante come un macigno nella massima competizione europea.

Dybala non è Cristiano Ronaldo e forse non lo sarà mai, qualcuno tra usura e inadeguatezza nel contesto non è all’altezza; ma la Juventus non può prendere 7 gol in due partite dal Real Madrid.

Quella “tragedia” targata Cardiff sarebbe dovuta essere la pietra finale e iniziale di una nuova era; non lo sfociamento nell’Apocalisse.

Il piacere del risultato, invece, ha creato un edificio di carta, resistente agli spifferi di vento del campionato nostrano; ma inevitabilmente distruggibile alla prima pericolosa calamità sportiva.

Il Real Madrid ha sgretolato il castello cartaceo di Massimiliano Allegri; tradito dalla finta voglia di rivalsa di un gruppo che, forse, ha finito i gettoni da inserire nel jukeboxe del tecnico livornese.

Dispiace cadere rovinosamente e disturbare il sonno di milioni di tifosi bianconeri, che spinti dall’amore incondizionato verso la propria squadra; hanno trasformato quelle crepe stagionali in plinti per successi futuri.

Due potenziali trofei nazionali, non potranno suturare la profonda ferita aperta dai galacticos; ma, forse, la sofferenza servirà a scoprire nuovi orizzonti.

Quello spazio ancora lontano, chiamato Champions League, dove ogni particolare non deve essere lasciato al caso; dove non basteranno coraggiose parole a sostenere un castello, oggi, costruito con la carta.

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