The final countdown

max

La clessidra è oramai prossima allo svuotamento: il tempo della verità è arrivato.

Sabato sera contro l’ostico Milan, nelle mura amiche, la Juventus di Massimiliano Allegri calerà il sipario sullo spettacolo primaverile, dalla trama ancora tutta da definire.

La Signora, tanto concreta quanto enigmaticamente balbettante, dovrà sedersi intorno al grande tavolo della speranza, di fronte al nemico; senza possibilità di bluffare.

Sarà questa, l’occasione giusta, l’ennesima secondo alcuni, dove Massimiliano Allegri dovrà dimostrare di essere la marcia in più per i Campioni d’Italia, soprattutto fuori dal confine nazionale.

Sembrerà paradossale, per certi versi, mettere in discussione un allenatore capace di portare a casa 7 trofei in 3 stagioni bianconere, con due finali di Champions League perse.

Eppure l’ombra sul marchingengo tecnico-tattico dell’allenatore livornese, esiste concretamente.

Troppo anteposta è la mentalità difensiva rispetto a quella punitiva; costantemente marcata è la fiducia verso la singola giocata.

L’Allegri pensiero, insomma, è stato fruttuoso fino ad oggi, anche perchè poggiante su un’armata dalle basi quasi invulnerabili nella zona difensiva.

La perdita di qualche pedina chiave sommata alla fisiologica corrosione dovuta all’età di alcuni tasselli fondamentali del pacchetto arretrato; ha portato la Juventus ad una logica mutazione.

L’impostazione di un mercato votato all’attacco (con tanto di ali iper-offensive), è stato il simbolico input di una mentalità, obbligatoriamente rinnovata.

Il campo, però, nonostante il maggior numero di gol segnati nel campionato nostrano; ha evidenziato una Juventus meno spettacolare e più inceppante del solito.

Se il testa a testa di Serie A con il Napoli, può avere l’attenuante di una rivale più matura del passato, sono le ombre di Coppa a preoccupare.

Il doppio confronto negli ottavi di finale contro il dignitoso Tottenham, soprattutto nella gara di andata all’Alianz Stadium; ha dimostrato quel vecchio limite conservatore della Vecchia Signora.

Gli uomini di Allegri, una volta in vantaggio, sono ritornati ad inciampare in quella trappola paludosa della gestione; potenziale burrone in una competizione così complessa.

Chiaro è, che la nuova Juventus 2017-2018, non può e non deve assolutamente applicare i dogmi passati, essendo strutturalmente differente ed inadeguata a questo tipo di tattica.

Il match del 3 Aprile contro il Real Madrid, cascante a pennello nelle mura amiche, servirà a capire se il club di Madama cambierà definitivamente marcia, nel momento clou della stagione.

Allegri, questa volta al tavolo della speranza sarà “spoglio”, pronto a giocarsi una potenziale ultima strategia; capace questa volta di fal saltare il banco, in faccia a tutto e tutti.

2 pensieri riguardo “The final countdown

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