Lo strano caso di Claudio Marchisio

claudio

E poi capita di passare gli ennesimi 90 minuti su una panchina ad osservare il tuo compagno, Alex Sandro, riuscire a sbagliare ogni cosa possibile e immaginabile.

Chissà cosa avrà pensato Sabato sera, Claudio Marchisio, dopo il passo falso della Juventus a Ferrara contro la Spal, ornato da errori tecnico-tattici marchiati.

L’esperienza in questi casi, unita allo stile Juve radicato nelle vene del Principino, pone un velo, su una situazione, che però, non può passare inosservata.

Marchisio, ad oggi, è ormai un corpo estraneo al progetto Juventus; un decoro lasciato nello scatolone dei ricordi, senza una motivazione valida e credibile.

Lo stato atletico post- infortunio è oramai una ragione superata e poco percorribile, per un professionista allenato h24.

Risulta evidente, quindi, come qualche conto non torni, soprattutto in virtù dell’attuale valore fisico e/o tecnico dell’attuale centrocampo juventino.

Lo stato di impalpabilità nel quale versa Sami Khedira da inizio stagione, l’intermittenza dell’estro di Pjanic e la grezzaggine qualitativa del generoso Blaise Matuidi, potrebbero già bastare a porsi delle domande.

Si sa, però, che ogni squadra ha delle sue gerarchie e ogni allenatore i suoi uomini prediletti.

Certo, è che nell’animo del numero 8 bianconero ci sia sicuramente più rabbia e frustrazione, di quanto se ne possa palpare rappresentando la ruota di scorta del centrocampo del Real Madrid.

Ad accrescere tale tesi è la mancata chiamata del Principino ad alcuni appuntamenti chiave, nel quale numericamente occorreva il suo bisogno.

Nella gara di andata contro il Tottenham in Champions League, nel recupero casalingo contro l’Atalanta e nell’ultima gara contro la Spal; Allegri ha preferito l’adattamento di modulo e uomini, alla presenza di Marchisio.

Il risultato, in termini di gioco, è stato balbettante e in alcuni casi distruttivo.

Soprattutto nella gara casalinga contro gli Spurs, il centrocampo della Juventus ha annaspato nella gabbia mediana inglese; fatta di estro e velocità, rischiando di gettare una qualificazione (poi riacciuffata), già nelle mura amiche.

Proprio in quell’occasione la moglie del mediano bianconero sfogò la propria rabbia e incredulità per l’esclusione del marito, alimentando, forse, un fuoco già bello ardente.

Il silenzio con il quale è stato bypassato quel tweet, in realtà potrebbe essere più tagliente di una replica; con Allegri ( forse, in accordo con la società), a forzare la mano su tale situazione.

Il futuro da Giugno sembra essere oramai delineato; con Claudio Marchisio, pronto a volare nella MLS, abbandonando con ogni probabilità la sua compagna sportiva di una vita.

Massimiliano Allegri, pur con un peso specifico differente rispetto a qualche anno fa, potrebbe, quindi, replicare la potatura di una rosa storica dalla sua pianta; come in occasione dell’addio di Andrea Pirlo dal Milan.

Ovviamente il buon Claudio non è equiparabile al fuoriclasse bresciano e la Juventus, nel caso, saprebbe ovviare ad una sostituzione, a differenza di quel Milan.

Al di là di questo, però, una domanda sorge sincera e spontanea: vale la pena fare a meno di Claudio Marchisio, in questo concitato, quanto delicato finale di stagione?

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