El diez moderno

paulo

 

Quando la libidine di una giocata ad effetto si incrocia con la concretezza del moderno tatticismo: ecco che il risultato non può passare inosservato.

Paulo Dybala, d’altronde, non è uno dei tanti 10 che scorazzano nei terreni di gioco alla ricerca della luce propria.

La Joya, incarna, ormai da tempo la figura del 10 nuovo, quello sfuggito alla logica dell’esaperato sistemismo ludico.

L’argentino non è altro che un prezioso sottoinsieme di una macchina, quella bianconera, sempre in moto; anche quando il rischio di inceppamento è dietro l’angolo.

Risulta evidente, quindi, come il ragazzo di Laguna Larga, sia quell’ingranaggio tanto raro quanto intelligente per l’11 juventino.

La sua abnegazione non solo atletica, ma soprattutto mentale, è lo stadio finale di una maturazione completa, avente come base l’illimitato bagaglio tecnico.

Capita così, che il fantasista di un tempo, difficilmente collacabile in uno schacchiere fotballistico moderno (soprattutto ad alti livelli); diviene il perfetto interprete di una nuova era pallonara.

Dybala, inevitabilmente ispiratosi al divino Leo Messi, è l’unico insieme al suo connazionale ad aver dato uno strappo netto agli antichi dogmi passati; senza disperdere la magia di questa romantica figura.

La fresca doppietta contro l’Udinese è solo la sintesi del discorso affrontato.

L’argentino non solo è spietato sottoporta, sia da fermo sia nell’area piccola; ma è anche e soprattutto, colui che cuce, scuce, illumina e detta i tempi di gioco, a seconda del momento della gara in questione.

Tutto questo, ovviamente in virtù del compagno di squadra; sempre pronto non solo a correre per lui, ma anche a beneficiare dei suoi movimenti.

L’altruismo verso il collega di reparto Gonzalo Higuain, in occasione del rigore poi fallito dal Pipita; è un ulteriore saggio del senso di appartenza di Paulo alla collettività Juve.

Certo, il momento può far sì che il pallone possa entrare in porta anche solo toccandolo poche volte in partita ( vedi Lazio e Tottenham); ma l’intelligenza applicata alle proprie abilità naturali, alla fine paga sempre.

La tenuta fisica, vera spada di Damocle sul rendimento stagionale di questo giovane fuoriclasse; può essere in estate un pericolo tentatore nella testa della Signora.

Al netto, però, del piccolo difetto in questione: vale la pena privarsi un giorno di un campione mimetizzato in anticipo al nuovo calcio, incarnandosi nella figura del diez moderno?

 

 

 

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