Vivi e vegeti

pjanic

 

Siamo ancora qua: eh gia!

Non sfreccia, arranca e a tratti rischia il pastrocchio; eppure la Juventus centra la finale di Tim Cup, attaccandosi di prepotenza al primo dei tre vagoni di quel treno dei desideri con fermata a Maggio.

La squadra di Allegri, come da copione, sfodera il suo volto preferito, nella rischiosa gara casalinga contro l’ostica Atalanta: quello calcolatore.

Pazienza se i 38.000 coraggiosi accorsi nell’igloo dello Stadium, non riescano ad essere scaldati con costanza da Douglas Costa e compagni.

La Signora di stampo Allegriana, oramai non muterà pelle; alternando sprazzi di calcio europeo a tratti di passività ipnotica ed ultra-difensiva.

Il gol vittoria di Pjanic siglato da un calcio di rigore al 74′, è la perfetta rappresentazione della praticità  stagionale della Juventus: espressa sistematicamente da copiosi 1-0.

Il succo dei 90 minuti, invece, presenta una varietà di ingredienti, ad oggi apparantemente marginali, ma potenzialmente pericolosi.

La solita partenza soft ed accogliente all’avversario di turno, con tanto di baricentro schiacciato; è un tic nervoso, difficile da debellare.

Certo, il recupero del preziosissimo Matuidi e l’affidabilità  della coppia Benatia-Chiellini, riducono la pericolistà del nemico: ma il problema persiste.

Marchisio, poi, nonostante una prova più appariscente rispetto alle precedenti, risulta essere lontano anni luce, da quello originale; tanto da far rimpiangere dopo 3/4 di match il criticato Khedira.

In una Juventus pluripotenziata dal mercato estivo; in realtà, sono visibili alcune crepe in panchina, in alcuni specifici settori.

Il caro buon Lichtsteiner, infine, l’unico superstite della fascia destra difensiva, risulta chilometrato e potenzialmente nocivo in serate di stampo ben più marcato.

Eppure, nonostante ciò, i bianconeri sono ancora vivi e vegeti; nonostante assenti illustri, rientri prestigiosi da rodare e un potenziale di attacco mai del tutto espresso definitivamente.

Avrà di sicuro ragione Massimiliano Allegri, nel sostenere la priorità dell’albo d’oro al calcio champagne; ma sarà altrettanto vero che a Londra, fra una settimana, urgerà un cocktail di queste due sostanze.

 

 

 

 

 

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