L’ultima meta

Juventus v US Sassuolo - Serie A

 

Non sarà facile ripartire da zero; mangiare la polvere a 32 anni per riappriopriarsi di quello che per una vita è stato e doveva essere tuo anche in futuro.

Claudio Marchisio, il “principino” bianconero è costretto all’ennesima sfida della sua carriera; la più difficile risalita da quando veste la nobile casacca juventina.

Quel maledetto infortunio al crociato anteriore del ginocchio sinistro, il 17 Aprile 2016; ha dovuto rimescolare un copione, che per molti era già scritto.

Il ragazzo torinese, da allora ha dovuto lentamente spogliarsi dalle nobili vesti, per identificarsi a fatica nello scomodo ruolo di vassallo.

L’ideologica leadership del numero 8 zebrato non è mai stata scalfita nella mente dei tifosi; al cospetto invece di una lenta ma inesorabile discesa negli inferi del progetto allegriano.

La scarsa efficienza fisica messa a dura prova nelle ultime due stagioni, non rappresenta la sola motivazione della retrocessione di Marchisio nelle gerarchie del centrocampo bianconero.

La classe di Pjanic, l’intelligenza tattica di Khedira e l’agonismo di Matuidi; paiono essere delle ombre troppo grandi, attualmente, per essere coperti dalla luce del Principino.

Capita così, che una delle colonne portanti della scia di successi juventini post Calciopoli, dovrà rimodellare il suo futuro; seguendo l’istinto o la ragione.

Se la sfera razionale di un professionista porterebbe ad un cambiamento doloroso ma logico; l’aspetto passionale spingerebbe decisamente in un’altra direzione.

Riconquistare  la Signora, ancora una volta, aspettando l’occasione per sovvertire un infausto destino.

L’infortunio di Matuidi, prima della delicatissima sfida stagionale europea contro il Tottenham, potrebbe rappresentare, in tal senso, l’appuntamento con il fato.

Nonostante la buona prova fornita da Claudio domenica nella “scampagnata” contro il Sassuolo, con tanto di assist al bacio per Higuain; la sua presenza Martedì è in forte dubbio.

La corsa del “disordinato” Sturaro, la gioventù di Bentancur o l’adattamento di Asamoah in mezzo al campo; sono delle concrete minacce per il centrocampista piemontese.

Allegri dovrà sciogliere le riserve in meno di una settimana; con l’interlocutoria, quanto fondamentale tappa di Firenze in mezzo agli amletici pensieri.

Nell’infuocata arena toscana, Venerdì, Marchisio dovrebbe avere una chance da titolare; laddove dovrà puntare tutte le sue fisches per far saltare il banco.

Una prestazione notevole soprattutto a livello atletico e di intensità fisica, più che tecnica; potrebbe rilanciare prepotentemente il numero 8 verso una difficile quanto affascinante risalita avente come prima tappa la notte europea.

In un mondo in cui tutto cambia e brucia con la velocità della luce, toccherà al Principino risalire la montagna fra gli ostacoli, raggiungendo quella romantica quanto impervia ultima meta.

 

 

 

 

 

 

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