L’eclissi di Higuain nell’universo caotico

higuain

 

 

Da un corpo voluminoso di nome Gonzalo Higuain, ci si aspetta che brilli di luce propria, sempre e comunque.

In un calcio strategico ed esasperatamente meccanico, invece, raramente il singolo può isolarsi dal contesto che lo circonda, arrivando da solo alla meta.

Il digiuno realizzativo di 617 minuti accumulato dal Pipita, sa di fardello sulle spalle; da analizzare, però, fin dalla sua profondità.

Le 34 reti complessive messe a segno nella sua prima stagione bianconera, non devono distogliere lo sguardo dalla mutazione ludica del numero 9 argentino nella manovra della sua nuova squadra, la Juventus.

Nell’universo “caotico” identificabile con lo schacchiere di gioco della Vecchia Signora; Higuain annaspa, spesso e volentieri, con giocate forzate e innaturali.

L’adattamento nel gioco di sponda, considerato in principio una migliorìa del bagaglio tecnico di Gonzalo; rischia di diventare una metamarfosi controproducente rispetto alle qualità originarie del killer albiceleste.

Chiaro, che la Juventus, rappresenta da sempre l’università per antonomasia del calcio italiano, laddove ogni giocata ha un coefficiente di difficoltà più elevato del normale; ma qualcosa oggigiorno non torna.

La voglia di rivalsa e di dimostranza dinanzi ai suoi vecchi colori; ha spinto Higuain a rimanere sui suoi soliti standard nella prima stagione torinese, mistificando la sua insofferenza tattica.

Ma il campo, tempo alla mano, emette sempre i propri nodi al pettine.

Capita così che l’involuzione in termini di numeri del fuoriclasse argentino è solo la logica e paziente conseguenza di un discorso globale che non deve essere tralasciato al caso.

Higuain si adatta con comprensibile fatica ad un gioco troppo lento ed elaborato, che non esalta la propria velocità di pensiero.

La continua ricerca del fraseggio annoiato contro la difesa schierata avversaria, non fa altro che ingabbiare, uno che non ha mai fatto della strabordanza fisica la sua arma migliore.

Quel continuo lavoro spalle alla porta, per facilitare l’inserimento dei centrocampisti o del Mandzukic di turno, sfruttano solo un misero 40% del potenziale del Pipita.

In fase di ripartenza, poi, il numero 9 bianconero paga dazio all’eccessivo abbassamento del baricentro della squadra, faticando a proporsi in modo letale negli spazi, come sua consuetudine.

Non a caso, infatti, la migliore prestazione stagionale fornita da Gonzalo è stata proprio a Napoli; in cui la coppia Dybala-Douglas Costa, ha acceso, come in occasione del gol, la miccia all’enorme esplosivo del ragazzo sudamericano.

Da allora, paradossalmente, con l’accantono dei due trequartisti puri e il ritorno al vecchio “fidato” sistema di gioco, Higuain è ritornato ad essere depotenziato, finendo lentamente in una preoccupante eclissi.

Al di là delle enormi attese, preventivabili dall’ inusuale cifra spesa dalla Vecchia Signora per l’ex centravanti napoletano, una domanda sorge spontanea: quanto può essere utile Higuain all’interno di questo universo caotico?

La risposta può essere ricavabile senza troppi ragionamenti contorti; al di là di una ripresa che inevitabilmente, dato lo spessore del fuoriclasse, ci sarà.

Questo Higuain, deve essere un valore aggiunto e possibilmente determinante per la Juventus, soprattutto in ottica europea (il suo esoso acquisto alla fine ha sempre avuto questo intento).

Venire incontro alle esigenze del Pipa, per il bene della Juventus in primis, innescando attivamente le sue originali e letali qualità; potrebbe risultare la chiave vincente per il definitivo decollo europeo della Signora.

La speranza è che il tempo muti corpi e disposizione: perchè, finchè ci sarà l’universo caotico, Higuain galleggierà, consciò di non poter brillare completamente di luce vera.

 

 

 

 

 

2 pensieri riguardo “L’eclissi di Higuain nell’universo caotico

  1. Analisi precisa e condivisibile. Ritengo però che non sia un caso che Allegri utilizzi i due trequartisti alle spalle del Pipita in partite come quella di Napoli, cioè fuori casa con squadre forti, dove c’è sicuramente lo spazio necessario per colpire in velocità. In casa soprattutto, e contro squadre più deboli e quindi spesso chiuse a riccio, ritiene invece di poter alla fine scardinare meglio la difesa avversaria con mandzukic largo (grazie alla cui fisicità è nato ad esempio il gol contro il Genoa).

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    1. Alfredo tu ringrazio per la tua risposta e la tua analisi, che condivido.
      Credo, però, al tempo stesso che un calciatore come Higuain (uno dei primi 5 attaccanti al mondo), deve essere sempre e comunque messo in condizione di esprimersi al meglio, indipendentemente dell’avversario di turno.
      Magari con il tempo Allegri troverà la chiave giusta per accendere completamente la Potenza del Pipita, oggi a mio avviso espressa solo a metà.

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