La rivoluzione di Dicembre

buona

 

 

 

Sembra siano passati anni luce da quel pomeriggio del 19 Novembre 2017 al Ferraris, nell’ultimo tonfo in campionato della Signora.

Un arco temporale di 34 giorni, nel quale i Campioni d’Italia potevano rischiosamente affossare all’interno di una trappola, che puntualmente, è pronta lì ad attenderla dopo l’ennesimo anno vincente.

Nulla da fare, per gli avversari: la Juventus, ancora una volta, si rimette in carreggiata prepotentemente, sgommando in un mese pieno di curve potenzialmente “mortali”.

I cinque successi e lo sfortunato pareggio interno contro l’Inter, nel mese natalizio, fra Campionato, Champions e Coppa Italia; sono un bollettino di guerra preoccupante per il Napoli di Sarri.

Proprio la vittoria in terra campana dello scorso 1 Dicembre ha dato l’input a quella svolta radicale, che ha rispolverato quel DNA gobbo sempre più immortale.

Gli uomini di Allegri sono diventati un blocco di cemento che si muove, si sacrifica e vince all’unisono, anteponendo la sostanza alla sfarzosità.

Certo, i bianconeri ad oggi sembrano sprigionare ancora il 60% di quel potenziale enorme, accumulato nella campagna acquisti estiva; ma attualmente questo pare già bastare per mettere in riga gli avversari nazionali.

Com’è possibile allora che il club torinese sembri essere la copia originale di quella squadra fragile e penetrabile dei primi 3 mesi stagionali?

Le ragioni possono essere molteplici, ma le chiavi di volta scelte sono essenzialmente 3:

  1. IL SACRIFICIO.

Non è un caso che quel grido “disperato” di Giorgio Chiellini , dopo la sconfitta contro la Sampdoria sia stato subito recepito dal resto della rosa.

La Juventus pluriscudettata pareva essersi svestita di quei panni umidi e infangati, simbolo di “lotta” e sofferenza; per indossare quelli lussuosi del gran galà.

La storia bianconera, però, ha dimostrato che solo dall’umiltà e dall’aiuto reciproco si ottengono risultati leggendari che contraddistinguono il club più forte d’Italia dagli antagonisti minori.

Quella scintilla scoccata al San Paolo nella delicata quanto sudata vittoria contro la capolista Napoli, ha riallacciato questo cordone all’interno di un gruppo di per sè già fraterno.

2) IL CENTROCAMPO A TRE

L’Imperbeabilità del pacchetto arretrato nel quale spiccano le prestazioni di Medhi Benatia, affonda le sue radici in una nuova linea di centrocampo, pressochè perfetta.

L’inserimento, in pianta stabile, in tal caso, del pitbull Blaise Matuidi; ha liberato l’estro di Pjanic e la propensione d’inserimento di Sami Khedira.

Il risultato, insomma, è la miscelazione di una linea mediana dove corsa, qualità e pericolosità in zona gol; creano una barriera di gran lunga superiore rispetto a quella della passata stagione.

3) LA CONDIZIONE FISICA

L’ultimo tassello della svolta di Dicembre, non può che essere la crescente condizione fisica; vera spada di Damocle di inizio stagione.

La squadra di Allegri nelle ultime giornate di Campionato, contro Inter, Bologna e Roma; ha dimostrato una condizione atletica straripante per almeno 70-75 minuti.

La capacità di soffocare ieri sera la squadra di Di Francesco, con un pressing altissimo; è stata una dimostrazione di forza agonistica, che non si vedeva da quel primo tempo di Bayern Monaco- Juventus, ottavo di ritorno della Champions 2016.

Lo stesso dicasi, in quel forcing casalingo contro l’Inter di due settimane prima, reso inutile solo dal fato e da alcune scelte conservative di Allegri.

La Signora, dunque, eccetto quei 10, folli, minuti finali del match di ieri sera, nel quale Szczesny, ha tolto le castagne dal fuoco; mostra una capacità non solo di tenere il campo fin dall’inizio, ma di aumentare le frequenze nella seconda frazione di gioco.

 

Se a questa disamina, non si ometta l’assenza nello schacchiere tipo di gente dalla qualità sapraffina come Paulo Dybala, in primis, Douglas Costa e Bernardeschi in secundis; le prospettive possono essere ancor più rosee delle attuali.

Quel caricamnto, fermo al 60 %, può e deve raggiungere quota 100; per far sì che l’evoluzione finale della rivoluzione di Dicembre, porti la Vecchia Signora a giocarsi concretamente, ancora una volta, la Champions League, con le grandi potenze europee.

 

 

 

 

 

 

 

 

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