Higuain sentenzia: a cuccia!

higuain

 

Cane che abbaia non morde.

Potrebbe essere questo il sunto della serata: l’ennesima sentenza del pastore, Gonzalo Higuain, capace da solo di domare il fumoso Napoli di Maurizio Sarri.

E pensare  che il fuoriclasse argentino non doveva neppure essere del match, causa operazione alla mano di appena due giorni fa; ma si sa che nell’inferno il Pipita trova il suo habitat naturale.

Il miracolo di Reina dopo pochi minuti dall’inizio della supersfida era solo la prova generale dell’azione da playstation Costa-Dybala-Higuain, che ha portato il diavolo vestito di giallo ad incendiare il San Paolo.

La sua esultanza polemica con la mano all’orecchio, sarebbe potuta essere, forse, più plateare se quel dito medio non fosse ingessato.

Insomma, scherzi alla mano, la Juventus toglie l’imbattibilità al Napoli dei sogni, dopo 14 giornate, accorciando a -1, grazie ad una prova di grande sacrificio, come i vecchi tempi.

Quella voglia di aiutarsi e soffrire insieme, merce smarrita quest’anno (Chiellini nel post Sampdoria-Juventus lanciò l’allarme a tal proposito); è rinata d’incanto nella serata che più contava.

Ne consegue un centrocampo, finalmente a 3, (ancora lento) ma questa volta applicato, una difesa impermeabile grazie alla crescita esponenziale di Benatia e un nuovo attacco scintillante.

Non è un caso, infatti, che come nel tennistico 2-6 di Udine, Mandzukic abbia lasciato le chiavi della fascia a Douglas Costa, che insieme a Dybala e a Higuain sembra aver un feeling innato.

Il brasiliano asfalta l’esercito campano ogni qualvolta entra in possesso di palla; facendo intuire il perchè sia stato pagato così tanto.

La speranza è che dinanzi a cotanta classe non si possa ancora rimanere inerme in futuro.

La Signora non è ancora bella, come dimostrano i massicci errori in fase di impostazione che avrebbero potuto, più volte, spianare la strada per un possibile raddoppio.

Ma si sa che nel calcio non basta essere affascinanti per ottenere il successo.

Spesso è la voglia di tramutare la rabbia nel raggiungimento dei sogni a fare la differenza: come Gonzalo Higuain, l’uomo capace, ancora una volta da solo, di ridurre il minaccioso nemico in un innocuo cucciolo.

Perchè non bastano insulti, fischi, o calunnie a fermare un gigante: uno in grado di riaprire nella sua ex casa il Campionato da solo, con una mano ingessata, ma con un cuore incendiato.

 

 

 

 

 

 

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