Howedes+Douglas Costa: ricominciamo da qui

buona

 

Un cocktail energizzante: una sterzata briosa ad un complesso fin qui monocorde e ripetitivo.

La Juventus che regola 3-0 il Crotone, dopo il solito primo tempo rallentato, tira fuori dal cilindro due pedine che potrebbero essere fondamentali per il nuovo vestito cucito da Massimiliano Allegri.

Benedikt Howedes e Douglas Costa, ieri, hanno dato prova di poter essere dei perni della nuova Juventus e non delle semplici comparse.

Se per il tedesco, all’esordio, l’ostacolo infortunio sembrava essere l’unico enigmatico intoppo alla sua avventura in bianconero; per il fulmine brasiliano, invece, era il rigido tatticismo Allegriano a porre da freno.

Nonostante il modesto avversario di turno non rappresentasse un test particolarmente impegnativo, i due si sono distinti per l’originalità delle proprie caratteristiche al servizio della squadra.

Howedes, infatti, pur non essendo stato particolarmente sollecitato da Budimir e compagni, ha fatto intravedere la sua eleganza in fase di impostazione e la sicurezza infusa in tutto il reparto.

I bianconeri difensivamente non sono stati mai messi in apprensione, mostrando solidità e compattezza fra quella linea sottile ma determinante che collega difesa e centrocampo.

Il tedesco, polivalente in più zone della retroguardia juventina, potrebbe essere il baricentro di un pacchetto arretrato, alla ricerca di una nuova guida carismatica oltre che di un implacabile marcatore.

Douglas Costa, invece, proposto per la seconda volta in stagione da secondo trequartista alle spalle della punta, ha “strappato” il match in molteplici fasi; grazie a quella capacità di penetrare palla al piede nelle difese avversarie, fino ad oggi merce rara in casa bianconera.

La sua scarsa attitudine al gol (da sempre neo nella carriera del carioca), viene puntualmente condita dall’imprevedibilità dei suoi guizzi e da quel sinistro felpato, preciso come un orologio svizzero.

La perfezione dei suoi assist rappresenta spesso un’ apriscatola importante nelle difese chiuse; una soluzione che nè Cuadrado e nè tantomeno l’Alex Sandro di oggi sembrano in grado di fornire.

Insomma, il nuovo 3-4-2-1, varato nella scorsa serata torinese potrebbe rappresentare, finalmente, il tappeto rosso per l’entrata in scena dei due “nuovi acquisti” bianconeri.

Un cocktail, quello appena miscelato, che potrebbe simboleggiare la chiusura di un cerchio tecnico-tattico, che a fine Novembre sembra ancora non avere connotati ben definiti.

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