Dybala: un predicatore nel deserto

dybala

 

Al triplice fischio finale di Juventus-Barcellona una domanda mi è sorta spontanea.

Cosa sarebbe successo se Paulo Dybala avesse indossato ieri sera la maglia blaugrana?

Non si tratta di sminuire il blasone della Signora, che con qualche coppa in meno e qualche finale in più persa, rispetto ai catalani, è comunque nell’èlite del calcio europeo.

L’inferiorità ludica, espressa ieri sera nei 90 minuti al cospetto di Messi e compagni, si è palesemente dimostrata, invece, in termini di mentalità.

Il Barcellona, pur con il freno a mano tirato e con il miglior calciatore al mondo in panca, ha controllato il gioco senza affondare per almeno 3/4 di gara; con una Juventus affannosamente alla ricerca della chiusura di ogni fessura per la raccolta del sospirato punticino.

Gli unici bagliori nella sconfortante prova offensiva offerta degli uomini di Allegri sono stati accesi da Paulo Dybala, un vero fenomeno checchè ne dicano i detrattori.

Anche ieri sera, la Joya, pur triplicato costantemente dagli avversari e con un raggio di azione esageratamente arretrato; ha fornito una prestazione di eccelsa qualità.

La serpentina culminata con il sinistro alto sopra alla traversa, nella prima frazione di gioco e la girata finale sventata miracolosamente da Ter Stegen ; sono schiccherìe da università del calcio.

Il numero 10 bianconero, insomma, non ha sfigurato al cospetto del “Dio” pallonaro Leo Messi, pur essendo logicamente non ancora ai suoi livelli.

Già, cosa manca al talento di Laguna Larga per scalare ancor di più le gerarchie dei migliori calciatori contemporanei?

Al netto della personalità, della maturità tecnica e comportamentale; forse, l’ingrediente predominante è il contesto.

Non vogliamo, ancora una volta ridimensionare la Juventus rispetto al Real Madrid o al Barcellona di turno; la consacrazione di campioni come Platini, Zidane o Del Piero, ne sono una lampante testimonianza della maestosità della Vecchia Signora.

Il discorso verte, in tal caso, sulla mentalità attuale della squadra di Massimiliano Allegri, esasperatamente calcolatrice e prevalentemente conservatrice.

Insomma, una gabbia tecnica ma soprattutto fisica, dal quale Paulo ne resta impigliato; con un buon 30% del suo talento puro, disperso a partita.

Il baricientro costantemente basso dei Campioni d’Italia, espresso sia contro il Barcellona o il Benevento di turno; è frutto di un modello di pensiero contrapposto alla filosofia sudamericana.

La mole di qualità in avanti espressa nei nomi di Douglas Costa, Higuain, Bernardeschi, Cuadrado, Mandzukic, capitanata da Dybala: risulta essere paradossalmente il peggior attacco delle prime squadre classificate nei gironi Champions.

Un’idiozia, insomma, se si pensa che il reparto avanzato valutazioni alla mano, dovrebbe valere almeno 300 milioni di euro.

E’ chiaro che il costo del cartellino, conta relativamente, considerando il valore mutevole del mercato: ma da questa Juventus è lecito aspettarsi qualcosa in più in fase propositiva.

A chi dal del sopravvalutato o del mercenario a Dybala, quindi, mi chiedo: è lui che “infetta” il resto del reparto?

Ecco allora che, tornando all’inizio mi sono posto la famosa domanda: cosa sarebbe successo ieri sera se Paulo Dybala avesse indossato la maglia blaugrana.

L’indovino di turno in grado di prevedere una semplice tesi non è ancora nato; ma chi giudica il calcio al di fuori dalla sfera puramente passionale, tipica del tifoso, può immaginarlo.

Con una collocazione fissa sui 25-30 metri dalla porta e con un possesso palla rasoterra di buoni 80 minuti è facile che Dybala si sarebbe potuto presentare “lucido” più volte dinanzi a Gigi Buffon.

Se in una partita affannosamente difensiva, senza che la propria squadra riesca a collezionare tre passaggi di fila, Dybala ha sfiorato due volte la marcatura; cosa sarebbe potuto succedere in un contesto più vicino alle corde della Joya?

La mia risposta è facilmente leggibile.

Insomma il talento argentino non sarà Messi, ma neanche l’ennesimo sopravvalutato di turno, facilmente rimpiazzabile in futuro.

La speranza è che si trovi la via per far esplodere definitivamente l’estro di Dybala, per il bene suo e della Juventus in primis.

Per far sì, alla fine, che quella domanda, balenata nella mente di un tifoso bianconero passionale ma al tempo stesso lucido, possa restare solo uno sbiadito ricordo.

 

 

 

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