EQUILIBRIO INSTABILE

allegri spal

 

 

Mai fermarsi all’apparenza tralasciando i particolari: un dogma ancor più sacro da rispettare se il soggetto in questione è la Juventus.

Nulla è lasciato al caso, ogni casella deve essere al suo posto; come testimoniano sei anni di successi tutti ad un fiato, intravedendo spesso nella Signora i tratti della “perfezione” pallonara.

Le 31 reti messe a segno nelle prime  10 partite di serie A (record infranto dopo 65 anni di torneo); cozzano con le 10 marcature subite da Buffon e compagni in altrettante gare disputate fin qui, una rarità.

Già, perchè la facilità con la quale gli avversari infilzano la retroguardia bianconera, sfruttandone i cali di tensione improvvisi e costanti è un dato che potrebbe rivelarsi deleterio cammin facendo.

Certo nel calcio basta fare un gol in più del nemico per avere la meglio e potenziale alla mano la nuova Juventus può seriamente percorrere tale strada; ma in Italia questo dato spesso non basta a rivelarsi decisivo.

I bianconeri dal canto loro, hanno sempre fondato i propri successi sul reparto difensivo, zoccolo costante della nazionale italiana; chiave di volta di più di 30 scudetti messi in cassaforte.

Le cessioni di Dani Alves e Bonucci, rimpiazzati da colleghi infortunati o rispolverati dopo essere messi nel dimenticatoio; non bastano a riassumere completamente la “malattia” da gol preso.

Troppo evidente è l’approccio sonnolento con il quale gli uomini di Allegri iniziano una frazione di gioco e molto marcata è la paura di essere ripresi quando il risultato è in bilico e gli avversari alzano il ritmo di gioco.

Particolari questi, che non possono essere lasciati per strada, se si vuole tentare l’impresa (quest’anno ancor più complicata) di confermare la propria egemonia sul territorio nazionale.

Ecco allora che la coppia di ali pregiate acquistate a suon di milioni sul mercato (Douglas Costa e Bernardeschi); ad oggi raramente potranno far parte sistematicamente degli 11 titolari.

Cuadrado e Mandzukic, pur con minore qualità dei due mancini, posseggono quel sacrificio tattico che permette alla Signora di equilibrare un centrocampo lento e una difesa spesso traballante.

Insomma, il tempo servirà ad Allegri per raddrizzare questo equilibrio instabile, confidando anche nel recupero dei nuovi innesti difensivi infortunati o addirittura nel mercato invernale.

La Juventus nel frattempo dovrà cambiar marcia a livello mentale; perchè mai come quest’anno Buffon e compagni, trovando il giusto bilanciamento, potrebbero sfoderare un bolide da guerra.

 

 

 

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