Mandzukic salva l’insalvabile: ma qualcosa di fondo non va

marione

 

La Juventus ha i campioni: forse è questa ad oggi l’unica differenza fra una squadra qualunque e la balbettante e a tratti enigmatica Signora.

Sembrerebbe cruda come definizione, ma ad oggi la realtà pare essere lampante sotto gli occhi di tutti.

La Juventus è un minestrone di concetti indefiniti, un crogiulo di singoli che improvvisano per 90 minuti un copione portato avanti dalle sensazioni del momento.

Quella che ieri doveva essere la partita della riscossa nervosa dopo il tonfo casalingo contro la Lazio, si è tramutata nella solita agonia di gioco ed emozioni.

I bianconeri, hanno annaspato per 93′ al cospetto di uno Sporting Lisbona altamente mediocre; capace però di colpire le barcollanti certezze dei padroni di caso alla prima occasione utile.

Ed è proprio questo uno dei punti cardine non ancora svelati: cosa succede alla tenuta psicologica di Buffon e compagni?

Sarà lo stress di 6 anni condotti psichicamente sul filo del rasoio o magari la paura dell’avversario di turno; fatto sta che spesso e volentieri gli uomini di Allegri vengono infilzati quando il nemico preme sull’acceleratore per recuperare o sbloccare il risultato.

La magia di Pjanic su calcio di punizione, avrebbe dovuto riaprire una nuova storia, lunga 50 e passa minuti.

Nulla da fare, invece; la Signora, così come accadde contro la Lazio, nel momento del forcing, cade nella confusione più totale, senza che vi sia una triangolazione elementare degna di nota.

La continua ricerca della palla lunga  e dei crossi sull’esterno, non fanno altro che penalizzare Higuain e Dybala; generosi sì, ma inadatti a duellare nelle mischie rugbystiche.

La Joya è sfiduciato, il Pipita sembra maggiormente preoccupato a lavorare sporco che a finalizzare; spesso e volentieri Chiellini si avventura in continenti, fino a qualche tempo fa a lui ignoti.

La spossattezza nel viso dei bianconeri, chiosa su una condizione fisica incomprensibilmente e costantemente indietro rispetto alle altre compagini.

Insomma, la rete del solito Mandzukic (sempre più bello di notte), sulla prima palla toccata da Douglas Costa, pone l’ultimo enigma della serata.

Per quale motivo il brasiliano e Bernardeschi sono stati presi a quelle cifre, se possono alternarsi con il contagocce per l’ultimo quarto d’ora finale?

I tre punti, questa volta offuscano l’alone di mistero attorno alla Signora.

Buffon catechizza i suoi nell’intervallo e li abbraccia intensamente a fine gara: sinonimo, forse, che questa Juve ha bisogno di un nuovo pastore, che ridia motivazioni ad un gruppo ad oggi quasi “autogestito”.

 

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