Bentancur: è già Don Rodrigo

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Freddo, sicuro di sè, elegante da vedere ed efficace nel concreto.

No, non stiamo parlando di un campione consumato prossimo ad appendere le scarpette al chiodo, ma del giovane 20enne Rodrigo Bentancur.

Alla Bombonera non vedevo un talento del genere da anni” tuonò Roman Riquelme; uno che dalle parte di Buenos Aires gode di immunità divina.

Certo, la diffidenza iniziale verso un ragazzino esile proveniente da un calcio “rallentato” come quello sudamericano, potevano lasciale qualche perplessità alle tante speranze riposte sul giovane uruguaiano; ma il campo ancora una volta ha emesso la sua verità.

Bentancur, non è solo il classico calciatore tecnico del Sudamerica; è molto di più.

E’ un centrocampista totale, capace di impostare attraverso due piedi raffinati, collegati ad una “testa” sempre rivolta verso l’alto; ma soprattutto è anche un recuperatore di palloni.

Le otto sfere calamitate ieri nella sfida contro l’Olympiakos ne sono una lampante testimonianza; il tutto in un contesto tutt’altro che semplice.

L’assenza forzata nel riscaldamento di Pjanic, lo ha gettato nella mischia senza ampio preavviso; tastando ancora una volta il suo glaciale, ma al tempo stesso marcato carattere.

La Juventus se lo coccola e sa di aver trovato una miniera d’oro.

Bentancur si è già conquistato il centrocampo della Signora: e siamo certi che sarà solo l’inizio…

 

Höwedes, forse, il vero colpo da 90

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A volte il destino è beffardo, crudele; in altre circostanze sembra aspettare lì sull’uscio della porta, attendendo il momento fatale.

Chissà cosa avrà pensato Benedikt Höwedes, la sera del 26 Agosto, dopo la vittoria in rimonta della Vecchia Signora sull’ostico campo di Genoa.

Quei 6 minuti folli del “Marassi”, avranno concretizzato nella mente del colosso tedesco, quell’idea affascinante, ma qualche giorno prima difficile, di approdare nella rosa di Buffon e compagni.

L’ennesima prova disastrosa del pacchetto arretrato bianconero, dopo la sciagurata sconfitta in Supercoppa contro la Lazio; ha smosso le ultime resistenze di Marotta e Paratici, circa l’impermeabilità di un pacchetto difensivo orfano di due pilastri come Bonucci e Dani Alves.

Il destino, appunto, ha bussato alla porta di Benedikt, catapultandolo dopo 16 anni di amore patriottico, in una nuova e mastodontica dimensione.

La paura, per l’ex capitano dello Schalke 04, però, non è mai stata un ingrediente tangibile alla propria spiccata personalità; da leader educato, ma non per questo silenzioso.

A 29 anni il campione del mondo tedesco, ha l’arduo e stimolante compito, di raddrizzare un reparto che ha fatto la fortuna di Buffon e compagni negli ultimi 6 gloriosi anni.

La duttilità, oltre alla capacità di leadership, fungono da ulteriore espediente vitale per il nuovo schacchiere a disposizione di Max Allegri.

Höwedes potrebbe tappare, seppur con caratteristiche diverse, entrambe le falle lasciate scoperte dalla fuga di Bonucci e Alves; a seconda della necessità e dell’avversario affrontato, il tutto senza perdere quel carisma svanito dalla partenza dei due ex bianconeri.

Insomma in un mercato improntato sulla qualità offensiva di Bernardeschi e Douglas Costa e sull’esperienza di Matuidi; paradossalmente, l’arrivo indispensabile, per la serie di circostanze citate in precedenza, potrebbe essere proprio Höwedes.

Perchè, a volte, non conta la tempistica; ma basta semplicemente il destino.