Resettiamo…

Soccer: Serie A; Atalanta-Juventus

 

Calma e sangue freddo: o meglio resettiamo tutto per ripartire mentalmente da zero.

Il gol di Freuler allo scadere di quella spinosa trasferta di Bergamo, ha forse, giustamente pulito i pensieri futuristici di una Juventus forte, ma dati alla mano ancora senza alcun trofeo stagionale.

Non che il Campionato, sia in discussione per carità; il secondo tempo di ieri sera ha mostrato, infatti, una Signora devastante quando pigia l’acceleratore; ma è chiaro che per concretizzare voli pindarici europei, occorrerà rimanere sul pezzo.

Troppo ingenuo è il regalo di 45′ ad un ‘Atalanta in grande spolvero e con un’interpretazione di gara, molto simile al Monaco di Mbappè; da garzoni è il pareggio servito all’ultimo minuto dalla premiata ditta Pjanic-Lichtsteiner.

La Juventus di ieri, insomma, ha tirato fuori i muscoli solo quando la situazione del momento lo richiedeva; salvo risparmiare una batteria che a Bergamo in alcuni tratti, ha rischiato di bruciarsi.

L’amaro in bocca per una vittoria difficile, ma oramai acquisita, fanno da contorno ad un messaggio criptico ma di assoluta importanza: la Signora non può già riempire un foglio ancora al giorno d’oggi vuoto di righe vincenti.

Siamo sicuri che Buffon e compagni, vecchi lupi di mare, non incapperanno in questo puerile errore; perchè la metà dell’Italia pallonara, non aspetterà altro che sintetizzare un una sospirata risata, un sogno creato con merito e coraggio.

Non resterà che resettare tutto allora: perchè la prima sfida che varrà il game partirà da Montecarlo, in un’infuocata notte francese…

 

Forrest Mario…

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Ci sono eroi solitari, poco appariscenti, al quale basta un cuore enorme ed un bagaglio infinito di umiltà per entrare nell’animo della gente.

Mario Mandzukic, non è un simpaticone, non è uno di quelli a cui piace lanciare sfide, incastonando due parole in croce, magari anche nel mondo social; non è uno di quelli che vive della giocata ad effetto o dell’esultanza particolare.

Già, perchè in un mondo di forte appariscenza ed esibizionismo, spesso il normale passa inosservato; come un ingrediente scontato, il più delle volte, mancante.

Capita così che in una Juventus di proclami, speranze e campioni  pagati a suon di altisonanti milioni; ci sia bisogno di un pezzo poco appariscente ma raro a trovarsi, per far decollare un motore potente ma ingolfato.

Mario è la plebe al servizio della patria, il semplice che scala la montagna prendendo la strada più difficile e contorta; il coraggio che travalica l’Everest con le gocce della fatica.

Lo sa Allegri, lo ha capito strada facendo il tifoso bianconero; colui si è divertito in alcune circostanze a schernire quel gigante, con poco feeling con il gol.

Mandzukic si è rimesso in discussione, ha capito che la fascia è una via più lunga ma forse più fruttuosa per raggiungere la salvezza; quel sentiero infinito macinato sensa sosta, con gli occhi feroci di chi su quella salita ci deve arrivare.

Il popolo juventino non può più farne a meno, la Juventus ha scoperto nel suo gigante cattivo l’apriscatola giusta per diventare grande e spazzar via i colossi d’Europa.

E allora non resta che sperare ancora in Forrest Mario: finchè quel pezzo di terra sarà bruciato ancora, la Signora potrà sognare; perchè non sempre è il talento a far la differenza, spesso è l’umile coraggio a condurti in paradiso.

 

Juventus-Genoa 4-0: champagne tricolore

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Da leccarsi i baffi: la Juventus liquida la pratica Genoa con un secco 4-0 dopo una prova ad alto contenuto di qualità.

I bianconeri, ancora gasati dall’effetto Camp Nou forniscono una prestazione maiuscola, demolendo il grifone dopo 90′ di dominio netto e pulito.

L’assenza di Cuadrado e di Chiellini nel reparto difensivo non alterano un copione oramai memorizzato a pennello dagli uomini di Allegri.

I campioni d’Italia aumentano i giri della manovra con un pressing alto e ben coordinato, completato da una costante ricerca della verticalizzazione veloce; merce assai rara nella prima parte di stagione.

L’autorete di Munoz dopo un quarto d’ora di gara è solo l’apripista allo show di Dybala e compagni, semplicemente scatenati nel primo tempo.

La Joya, al 19′ realizza uno dei suoi fantastici gol, tagliando con il suo sinistro magico un pallone imprendibile per Lamanna.

Il tris di Mandzukic sul finire di tempo è il giusto coronamento per il profitto del gigante croato, autentico gregario di lusso di questa Juve a 5 stelle.

Nel secondo tempo il passivo sarebbe potuto diventare tennistico con i tre legni colpiti da Higuain, Marchsio e Asamoah; ma si rimpolpa con la perla di Bonucci, sempre più in versione Bonniembauer.

Il regista viterbese dirige alla meraviglia una difesa che nonostante il cambio degli interpreti, continua a non far sopravanzare neppure un moscerino.

La mancata realizzazione di un Higuain,  questa sera in versione “rifinitore”, è l’unico invisibile neo di una serata convincente e soprattutto vincente.

Partita decisiva era alla vigilia e risposta puntuale è stata.

Il Monaco è avvisato: questa Juventus non vuole più fermarsi.

 

Juve c’è la curva Monaco: vietato sbandare!

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Il rettilineo è quello giusto, gli occhi fissi sull’asfalto, il traguardo compare come una sagoma offuscata: ora per la Juventus è severamente vietato sbandare.

L’ultima curva rischiosa prima della tanto desiderata finale di Cardiff, ha il nome del Monaco: squadra dall’enigmatica pericolosità.

Quello dei francesi, in verità risulterebbe a primo impatto un “miracolo sportivo” nella prestigiosa competizione europea; eppure i risultati annuali mostrano il contrario.

Il primo posto in Ligue 1 e l’esplosione di giovani fenomeni come Mbappè, Bagayoko e Bernardo Silva, unita alla rinascita di Falcao; pongono i monegaschi come una vera squadra da non prendere con le molle.

Certo è che delle 4 compagini rimaste a contendersi l’ambizioso trofeo, probabilmente la squadra francese rappresentava quella meno smaliziata e con più incognite alla mano.

L’attacco a mitraglia del Monaco infatti, riesce ad esprimersi egregiamente negli spazi ampi, situazioni che difficilmente si presenteranno con regolarità contro la BBC bianconera.

Inoltre, il colabrodo difensivo, potrebbe sgretolare le proprie resistenze alla prima crepe aperta da Dybala e compagni, freddi più che mai nel colpire quando il gioco si fa duro.

Insomma, la Juventus vista nel doppio confronto contro il Barcellona, ha tutte le caratteristiche per far vacillare le certezze monegasche già nel primo match di trasferta; in modo da gestire con sagacia ed acume tattico il ritorno nel fortino dello Juventus Stadium.

Il calcio però è una materia dall’alto contenuto di imprevedibilità: ed allora occorrerà guardare dritti sull’asfalto rovente e non voltarsi; il traguardo è lì basta tirar dritto.

 

Barcellona-Juventus 0-0: la BBC detta legge, è semifinale!

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Semplicemente invulnerabile: bastano queste semplici parole per etichettare la monumentale fase difensiva bianconera, capace di uscire indenne al Camp Nou, spingendo la Juventus alle semifinali di Champions League.

La tanto desiderata e spavaldamente caldeggiata “remuntada”, non stordisce Chiellini e compagni, in grado di reggere per 95′ intensissimi minuti l’atomico attacco blaugrana.

I bianconeri, per la verità, avrebbero avuto anche delle opportunità per far male; ma la scarsa lucidità di Higuain e un Dybala visibilmente a mezzo servizio, non inaspriscono ancor di più l’amara pillola al Barcellona.

Il marchingegno perfetto architettato da Allegri nel doppio confronto riconduce di diritto il tecnico toscano a quello step decisivo che forse, era mancato nella scorsa stagione: il carattere da grande squadra europea.

La Signora c’è, uscendo a passi giganti dal Camp Nou; pronta per chiudere un cerchio che da troppo tempo deve essere finito.

La speranza è che umiltà, la passione e l’amore di gruppo possa continuare a pulsare nel cuore della Vecchia Signora: questa Juve famelica e pronta a sedersi al banchetto dei sogni, distante pochi passi da questa magica serata.

 

 

Nessuna via d’uscita facile

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Non siamo indistruttibili, ci sarà sempre una giusta via per la salvezza: basta avere tanto coraggio e un cuore immenso.

Quale diktat migliore potrebbe essere utilizzato in preparazione di Barcellona-Juventus, in programma mercoledì prossimo al Camp Nou.

La parola “impresa”, mai come in questa occasione risulta essere simmetrica per le due compagini avverse.

Se da un lato, la remuntada catalana, rischia di essere un traguardo mastodontico, materialmente parlando; dall’altro la linea di arrivo per gli uomini di Allegri, ad oggi pare ancora essere un paradiso celeste dai contorni  ben poco definiti.

La rabbia dell’invincibile ferito “a morte”, è pronta a scatenarsi sul rettangolo verde di gioco, dopo un astuto attacco intimidatorio psicologico che da qui a mercoledì, proverà disperatamente a scalfire le resistenze di Buffon e compagni.

Dall’altra parte, la Signora sarà attesa alla prova del 9; dove la forza mentale dovrà prevalere su quella fisica mostrata nella gara di andata, fornendo quel salto di qualità decisivo alla nostra Italia pallonara.

Ecco allora, che quel verso di “No easy way out”, colonna sonora della clamorosa impresa di Rocky in terra russa contro l’invincibile Ivan Drago, ritornerà d’attualità nella battaglia del Camp Nou.

“Nella vita non esiste nessuna via d’uscita facile, la salvezza non può essere raggiunta con una scorciatoia”.

 

 

 

Pescara-Juventus: super Higuain, ansia Dybala

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Non sono bastati 95′ di “macello” diretti dal Sig. Di Bello a fermare la trionfale marcia bianconera in terra adriatica.

La Vecchia Signora, sospinta dal solito Gonzalo Higuain, liquida in un tempo la pratica abruzzese; incamerando 3 punti (risultato Roma alla mano), decisivi per il tricolore.

La notizia da matita rossa però, riguarda l’infortunio a Paulo Dybala, uscito prematuramente dal match ad inizio ripresa, dopo la scellerata entrata di Muntari non sanzionata con il rosso.

L’uscita zoppicante della Joya, pone le nubi, su una squadra in piena fiducia in sè stessa, che a 4 giorni dalla delicata corrida di Barcellona, rischia di perdere il suo uomo chiave.

La speranza è che la botta possa essere riassorbita, onde evitare di rivedere uno schacchiere tattico, che ha nel numero 21 il suo epicentro di manovra.

La solita difesa arcigna, il famelico Higuain e il disumano Cuadrado stagionale, potrebbero essere delle ottime armi sul quale poggiare un 3-0; che però, senza la creatività e il respiro del ragazzo di Laguna larga, potrebbero sfociare in una sofferenza largamente anticipata.

I bianconeri, intanto, mettono quasi in archivio un tricolore, che in realtà non è mai stato messo in discussione: prima che la nuova settimana emetterà il tanto agognato responso del Camp Nou, con Dybala,si spera.