ALLEGRI-SCONCERTI: E QUEL NERVO SCOPERTO CHE DA’ PRURITO…

allegri-sconcerti

 

“Vincere è l’unica cosa che conta” sostiene lo slogan per eccellenza della storia juventina.

Dati alla mano, risulta impossibile contestare tale responso, considerando la vetta della classifica in Campionato e l’accesso agli ottavi di Champions a portata di mano; eppure a questa Juventus ciò non basta.

La squadra fatica ad imporre la propria ( ancora sconosciuta) idea di gioco, soffrendo più del dovuto a conservare un risultato, protratto spesso fino al 90′.

L’assolo dei singoli, sia un acuto di Higuain o una magia balistica di Pjanic, spesso e volentieri servono da prezioso velo sgargiante per mascherare un fondo non ancora perfettamente limpido e rassicurante.

Lo sa Massimiliano Allegri, entrato nell’occhio della spigolosa critica, incline a ricercare l’unico pelo nell’uovo ad un marchingegno puntuale come un orologio svizzero nello scoccare i tre punti.

L’ acceso diverbio del post-partita di Chievo Verona-Juventus fra il tecnico livornese e il giornalista rai Mario Sconcerti, ha pungolato per l’ennesima volta quel nervo scoperto, sempre più fastidioso per l’allenatore bianconero.

L’ accusa di un gioco poco spettacolare, rispetto a quello pronosticato ad inizio anno, dopo la faraonica campagna acquisti, ha stizzito e non poco Allegri; fermo sulla sua convinzione di una manovra tutt’altro che deficitaria della Vecchia Signora.

La verità, probabilmente, sta nel mezzo: con il timoniere livornese pronto a mistificare la realtà pur di creare uno scudo protettore nei confronti della squadra, nonostante sia conscio che qualcosa dovrà pur migliorare se si vorrà coltivare, da qui in avanti, il sogno europeo.

Dall’altra parte, Marotta e Paratici, forse dovrebbero recitare un “mea culpa”, per non aver completato un mercato di stampo continentale; con al centro un motore di media cilindrata.

Il solo  Marchisio e i discontinui Pjanic, Khedira sembrano probabilmente essere gli unici tasselli all’altezza del centrocampo bianconero.

Insomma, la sosta casca a pennello, Gennaio è un mese oramai alle porte: “vincere è l’unica cosa che conta”, ma migliorare a 360° potrebbe essere, questa volta ancor più prezioso, per debellare quel nervo scoperto, specchio della verità attuale.

 

 

 

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