JUVENTUS-LIONE 1-1: E’ LA SOLITA MINESTRA RISCALDATA, COSì NON VA.

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Nel calcio nulla è scritto, scontato, prevedibile: ma è chiaro che gli errori passati devono essere tramutati in pregi fondamentali per il futuro.

Nulla da fare, invece: la Juventus allegriana cade nei soliti limiti europei, facendosi imporre l’1-1 in casa dal modesto Lione, rimandando il discorso qualificazione alla sfida con il Siviglia.

L’attesa per la prima convincente prova casalinga europea si è tramutata in un disastroso spettacolo; con i bianconeri incapaci di sfruttare il vantaggio iniziale, facendosi dominare dai francesi.

Il passaggio al 4-3-1-2 con Pjanic fantasista, non cambia un copione, oramai radicato nelle cellule dell’Allegri “pensiero”: gestione del risultato, rinunciando al gioco.

Il vantaggio iniziale di Higuain, peraltro su un calcio di rigore discutibile, non ha semplificato la continuazione della contesa; con i bianconeri che hanno provato con gli “impacchi” di camomilla ad addormentare le velleità degli ospiti.

L’errore di Higuain da matita rossa sul finire del primo tempo, è di fatto l’ultimo concreto squillo di una corazzata, capace solo di calciare due volte in porta nell’arco di 90 minuti.

Il ritardato ingresso in campo del miglior terzino al mondo, Alex Sandro, in coabitazione all’incomprensibile sostituzione di Higuain, nei caldissimi 5 minuti finali; hanno tramutato l’avvilente agonia, nella doccia gelata del pareggio.

L’1-1 dei coraggiosi ragazzi di Génésio, firmato da Tolisso al 83′ è la giusta conclusione di una storiella tanto logica quanto stucchevole.

La mazzata di Monaco di un anno fa si è materializzata nuovamente questa sera, con conseguenze meno pesanti, ma allo stesso tempo intellettualmente profonde.

In Europa, Manchester City- Barcellona, insegna: vince chi fa un gol in più dell’avversario, non chi si preoccupa di non  prenderlo.

Se per Allegri, però, l’importante è solo il risultato, probabilmente il binario è quello sbagliato: urgerà, una rapida sterzata di mentalità e una flessibilità rispetto alle sue radicate convinzioni.

La stazione di arrivo è ancora visibile: ma bisognerà cambiare rotta, prima di un deragliamento dalle conseguenze di “colpo” catastrofiche.

 

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