HIGUAIN E DANI ALVES: ALLA RICERCA DELLA BUSSOLA BIANCONERA…

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Il tempo è un perfetto alleato: aiuta, fortifica, può incastonare definitivamente un puzzle rendendolo pregevole  e di rara fattura.

Pazienza se i due pezzi da novanta del calciomercato bianconero come Gonzalo Higuain e Dani Alves non riescano ancora ad amalgamarsi integralmente in quella macchina, chiamata Juventus, pronta a lanciare fuoco e fiamme al nemico di turno.

Nonostante lo score, in particolare del Pipita, sia di tutto rispetto (7 reti stagionali) e quello del terzino carioca (2/3 marcature fino ad oggi) abbastanza soddisfacenti per un terzino; è la loro partecipazione al gioco di squadra che lascia ancora margini di crescita all’orizzonte.

La propria cultura differente e il loro modo di concepire il calcio fino ad oggi, cozza impetuosamente con il DNA  e la mentalità bianconera; fatta di vittorie sì, ma di tanta  praticità e concretezza.

Gonzalo Higuain, si è imposto immediatamente grazie alla propria classe innata e a quel fiuto del goleador, capace di trasformare in oro le poche palle piovute dalle proprie parti.

Già, è proprio la sterile partecipazione al gioco offensivo del Pipita e quella propensione ad essere avulso dalla manovra in alcune fasi del match (vedi la gara contro il Milan); che stride in un contesto comunque fino ad oggi vincente.

Quella capacità di di prendere il tempo alle difese avversarie, grazie alle tempestive ed immediate verticalizzazioni ai tempi del Napoli; si scontra con la manovra ragionata e paziente della Vecchia Signora, spesso sopravanzante la sagoma del proprio numero 9.

Anche ieri, contro la Sampdoria, Gonzalo, spesso e volentieri ha dettato il passaggio in profondità, salvo poi rientrare e riscattare nuovamente senza ricevere l’immediata giocata.

L’astinenza da gol, ha portato il fuoriclasse albiceleste ad accentuare questo aspetto ludico, magari annebbiato, fin qui, dalla capacità di trasformare in gol qualunque palla passasse nei suoi paraggi.

Discorso diverso, merita Dani Alves: un grande campione, che a differenza del compagno sudamericano, forse non ha ancora immagazzinato perfettamente il concetto di “collettivo Juve”.

Il suo poderoso ed invidiabile palmarès, infatti, hanno spinto il terzino della seleçao a spingersi oltre le proprie eccellenti competenze; sfociando spesso nell’eccesso di protagonismo.

Quella continua influenza a ridosso dei calci piazzati al cospetto di specialisti come Pjanic e Dybala e quelle sortite offensive sconfinanti in porzioni di campo non di sua competenza, creano spesso scompensi preoccupanti nella fase difensiva bianconera.

Il tempo, insomma, non potrà che essere un alleato magico per le due nuove stelle di mercato; per far sì che la conoscenza con la nuova compagnia,  posso sfociare definitivamente in un matrimonio vincente e soprattutto convincente.

 

 

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