Errare è umano…

Accade spesso che il film non abbia il gran finale da tutti pregustato, anche se qui si parlerebbe più di puntata: la Juve fallisce il primo appuntamento europeo, non senza strascichi polemici.

I 100 e passa milioni distribuiti in campo e in panchina non hanno avuto l’effetto sperato, al cospetto di un modesto Siviglia, non lontano tecnicamente dal Sassuolo, ma sicuramente meno incline al timore reverenziale  dalla Vecchia Signora.

Nulla è compromesso , per carità, ne sarebbe stato definito se ci fosse stata la prima vittoria ( ai punti comunque meritata); ma è quella crescita mentale ancora ingolfata che lancia un piccolo campanello d’allarme.

Quella predisposizione all’attesa e al ” non prenderle prima di darle”, si è dimostrata ancora una volta il vero grande limite di una squadra ancora con il freno a mano tirato a livello continentale.

Lo sa bene Max Allegri, colui capace di portare i bianconeri in finale due anni fa a Berlino, in grado di compiere un mezzo capolavoro l’anno scorso nel primo tempo di Monaco.

Già lo scontro in terra bavarese: per 70 minuti finalmente si vide una Juve dominante, coraggiosa, che annichilì il gigante tedesco, ad un passo dal ko.

Poi, però, la ricaduta su quel tarlo conservatore, su quel braccino da tennista che sgretolò un sogno come una pillola amarissima da deglutire.

Al di là del pareggio di ieri sera, è stato forse questo il cazzotto più duro da assorbire: la ricaduta della lezione di Monaco.

Il tempo per recuperare c’è ancora, il sogno non può essere cancellato da un pareggio, ma occorre coraggio, coraggio e ancora coraggio: perché errare è umano ma perseverare è diabolico.