Chiellini e la sindrome di Ivan Drago: “Te spiezzo in due”

  

Lo sguardo cattivo, la sua forza fisica disumana e spesso anche quel piglio provocatorio nei confronti delle grandi stelle: Giorgio “King Kong” Chiellini oramai è uno spauracchio che ogni attaccante vorrebbe evitare.

A farne le spese in ordine cronologico è stato niente meno che il pallone d’oro Cristiano Ronaldo, al quale il Chiello ha riservato attenzioni particolari, forse memore delle ingiustizie subite lo scorso anno nella sfida del Bernabeu.

Corpo a corpo, tackle rudi  e quella sottile provocazione del quaquaraqua’ che  in queste ore gira e rigira sul web:Giorgio è questo e sempre lo sarà.

D’altronde da quando è stato spostato nel ruolo di centrale difensivo e ha dovuto marcare da vicino i grandi bomber, la sua indole da Ivan Drago è emersa prepotentemente; esattamente in quella sera del 2007, quando la sua Juve risollevata  dalle ceneri di Calciopoli, affrontò l’Inter del traditore Ibra; con una battaglia che ancora oggi verrà ricordata.

Da lì in poi Chiello il duro non si è più fermato, cosicché i Cavani, Totti e Suarez di turno hanno dovuto spesso imbattersi nella furia di quel ragazzo tanto tranquillo e misurato fuori dal campo, quanto “cattivo e guerriero” dentro il rettangolo verde di gioco.

D’altronde lui lo ha sempre sostenuto: ” fuori sono un ragazzo sereno , ma durante la partita mi trasformo in un’animale da campo”; forse è per questo che i tifosi bianconeri lo amano; sicuramente è per ciò che i grandi bomber d’Europa lo temono…

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