La Penna del Gobbo Magazine: appuntamento live martedì alle 17.00 per la vigilia di Juventus-Real Madrid

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La penna del gobbo Magazine torna con una puntata dedicata alla vigilia di Juventus-Real Madrid, partita decisiva per l’esito della nostra stagione europea.
Scrivete le vostre impressioni, sensazioni e punti di vista sulla notte di Champions League oramai alle porte 😉

Link diretta: https://www.youtube.com/watch?v=G3lSVtiRsLY

Un altro come te… ma nemmeno se lo inventano c’è

Soccer: Serie A; Juventus-Lazio

Il pensiero di una famosa canzone ramazzotiana, in questo momento, sarebbe la perfetta sintesi del legame che il popolo bianconero sente nei confronti del suo idolo: Carlos Tevez.

L’eroe del popolo, come venne soprannominato in tempi passati, continua a dimostrarsi per quello che è :un grande campione dentro e fuori dal campo, un leader in grado da solo di cambiare le sorti di una squadra, con la sua classe  e con il suo carisma.

Impossibile non riservare un affetto incondizionato a quel piccolo atleta, in grado con la sua grinta ed il suo immenso cuore ad infiammare platee di tutto il mondo ( d’altronde un argentino che fa innamorare i brasiliani, come accadde ai tempi del Corinthians, è davvero speciale).

Lo sa il popolo bianconero, più che mai in questa stagione legato con un cordone ombelicale al suo numero 10, capace ogni settimana di regalare emozioni vere, rare, che ultimamente solo l’eccellenza Alex Del Piero aveva saputo dare, in maniera così forte e netta.

Lo sanno anche i compagni di squadra, che non vorrebbero mai che Carlos  li lasciasse sul più bello, nel momento in cui la dimensione europea da chimera è diventata un ambiente reale; grazie all’Apache appunto.

Le 20 reti in Campionato momentanee e le sei in Europa, fanno da contorno al peso specifico di questo calciatore all’interno di una squadra, di un gruppo; sempre più convinto che affidarsi alle mani di Tevez è sempre una certezza nei momenti difficili.

Lui c’è sempre, lui lotterà su ogni pallone ancora da qui fino alla fine di questa intensa e quanto mai emozionante avventura in bianconero.

Un giorno se ne farà una ragione il popolo juventino, conscio che si dovrà ripartire, con nuovi campioni, con nuovi cicli; ma senza Carlos Tevez; senza quel Campione del popolo.

Perchè un’altro come te…ma nemmeno se lo inventano c’è…

Juventus-Fiorentina 3-2: Sinfonia tricolore; dirige il maestro Carlos Tevez

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Solita esaltante, ma stavolta ancora più pesante, musica allo Juventus Stadium; con i bianconeri trascinati dal solito Carlos Tevez che superano l’ostacolo Fiorentina e iniziano a respirare l’odore  del quarto scudetto consecutivo, lontano solo un punto.

E dire che gli uomini di Allegri questa sera sono stati tutt’altro che brillanti, concedendo due calci di rigore ai viola, uno dei quali per fortuna fallito da Gonzalo Rodriguez sul 2-1.

Gli uomini di Montella imbrigliano bene Pirlo e il centrocampo bianconero va in difficoltà, schiacciando la retroguardia, quasi sempre in affanno per tutto il primo tempo.

Il regista bresciano, in serata alquanto negativa, si concede un errore da matita rossa su Joaquin al 33′ commettendo un fallo innocuo che provoca il penalty, che Gonzalo non sbaglia.

A quel punto i bianconeri escono fuori gli attributi e in dieci minuti ribaltano il risultato con due colpi di testa di Llorente prima e Tevez poi, allo scadere del primo tempo.

Ma nella seconda fase di gioco, la Viola non sta a guardare e continua a premere alla ricerca del pareggio, sfiorato appunto al 67′ con lo stesso Gonzalo che fallisce stavolta il penalty, dopo il fallo di Chiellini in area sempre su Joaquin.

Così, quando si pensava ad un quarto d’ora finale infuocato, ecco che i duri escono a galla; Carlos Tevez, tanto per cambiare, si invola su un lancio di Marchisio e con un destro chirurgico impallina il povero Neto.

Stavolta allo Juventus Stadium l’Apache cala il violino originale e no quello farlocco esposto qualche mese fa da un suonatore francese e la sinfonia che ne deriva e soave e trionfante.

La punizione impeccabile di Ilicic al 90′ arriva troppo tardi e la vittoria, seppur sofferta non può più sfuggire ai bianconeri.

Sette giorni ancora e poi a Genova potrà essere messo finalmente il punto esclamativo su una stagione straordinaria, che siamo sicuri però, potrà ancora riservarci altre soddisfazioni.

A

Pogba: il Psg si “gioca” la carta Cavani per convincere la Juve

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Il destino di Paul Pogba e di Edinson Cavani potrebbe paradossalmente incrociarsi sull’asse Parigi-Torino.

Non è un mistero che i bianconeri intravedano nel Matador,il primo obiettivo per l’attacco futuro e sarebbero disposti a mettere sul tavolo molti cash per accontentare le richieste del calciatore e del Psg.

I francesi, però dal canto loro; stravedono per Paul Pogba, anche se saranno costretti a sgomitare con gli altri grandi club d’Europa per accaparrarsi le prestazioni del pezzo pregiato dell’estate prossima.

Ma le notizie delle ultime ore, parlano di un possibile asse infuocato che potrebbe instaurarsi fra i due club; con Cavani appunto, che potrebbe entrare nella trattativa che porterebbe il Polpo Paul, sotto l’ombra della Tour Eiffel.

La Juventus, d’altra parte teme la concorrenza del Manchester United e dell’Atletico Madrid per il numero 9 del Psg e per questo potrebbe, seriamente, “usare” questa corsia preferenziale per bruciare i “nemici”.

Questo però non vorrà dire che Marotta e company faranno sconti sul prezzo del cartellino, che si aggirerà sempre sui 100 milioni di euro, ammortizzabili dal Psg con la cessione di Cavani, appunto.

Insomma gli interessi comuni dei due club potrebbero avallare da qui a breve tempo la messa in piedi di questa maxi-operazione: Pogba e Cavani dunque; due destini che si potrebbero realmente incrociare.

E ora di ricaricare le polveri

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Potrebbe essere proprio la notte dello “Juventus Stadium”, a regalare il tricolore ai bianconeri; ma soprattutto potrebbe essere l’occasione affinchè Tevez e Morata ricarichino le polveri da sparo.

Non è un caso infatti, che i gemelli del gol che molto bene avevano fatto fino al mese scorso, stiano subendo un calo primaverile in termini di realizzazioni; emblematico è il fatto che nelle ultime 5 partite è stato siglato un solo gol da un attaccante bianconero( Tevez appunto in Juventus-Lazio).

E’ evidente, che il continuo turnover in queste ultime giornate, dovuto probabilmente al risparmio energetico in vista di sfide europee, ha un pò indebolito l’equilibrio che si era creato là davanti; ma è altrettanto vero che soprattutto lo spagnolo, non sta attraversando un momento eccellente dal punto di vista psico-fisico.

Sarà importante quindi ricaricare le cartucce a partire da questa sera, per chiudere la pratica scudetto e per affilare le armi in vista della partita della stagione contro il Real Madrid.

Tevez e Morata hanno una settimana per prepararsi al top, con il sogno di “buttare” fuori dall’Europa che conta Ronaldo e compagni; perchè si sa senza i “gemelli del gol” è difficile per questa Juve scrivere un’impresa così difficile, ma al tempo stesso prestigiosa.

Si tratta di Tevezcentrismo?

  

Carlos Tevez e la Juventus: un rapporto che va oltre l’aspetto puramente emotivo.

Non vi è dubbio che l’Apache rappresenti, in questo momento, la massima espressione di dna vincente bianconero dentro e fuori le mura nazionali; ma la concreta possibilità che questa squadra si rispecchi e si leghi troppo all’Apache, rischia di diventare un’arma a doppio taglio per il futuro prossimo.

Il numero 10 argentino, infatti, non è un mistero che presto saluterà la compagine bianconera per accasarsi al Boca, lasciando un vuoto troppo ampio da coprire.

La preparazione e l’efficienza dello staff bianconero, non dovrebbe proporre una situazione di spiazzo totale, anzi; ma è chiaro che sostituire Carlos non sarà facile.

La difficoltà della squadra e soprattutto degli attaccanti nel fare gol quando il proprio cannoniere non è in campo, infatti, è una dimostrazione sempre più lampante di quanto , non solo Tevez sia fondamentale nel gioco attuale della Vecchia signora; ma addirittura centrale.

Certo, parlare di Tevez-dipendenza sembrerebbe un po’ riduttivo nei confronti di una rosa, che da 4 anni a questa parte sta costruendo un ciclo meraviglioso; ma è chiaro come , escluso il numero 10 argentino, lá davanti manchi proprio un’ alternativa di imprevedibilità e fantasia nello squarciare le difese avversarie.

Si potrebbe parlare, forse, più correttamente di teoria Tevezcentrica, con l’Apache fulcro di un gioco diventato redditizio anche in Europa, oltre che in Italia.

Ai bianconeri, quindi non resta che sfruttare le ultime risorse del proprio fuoriclasse nel futuro immediato, per scrivere ancora momenti esaltanti di storia vincente; poi, probabilmente, verrà il tempo in cui qualcosa verrà rivista e qualche nuova “teoria” venga messa al mondo.

Self control

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La maturità di una grande squadra consiste nel superare i momenti bui, svoltando immediatamente pagina; ma soprattutto mantenendo sempre il controllo della situazione, senza lasciarsi sopraffare dalle paure o da possibili fantasmi all’orizzonte: insomma è tutta una questione di self-control.

In poche parole, è su questo che i bianconeri di Max Allegri, dovranno fare affidamento per sigillare quanto prima questa pratica scudetto, che formalmente sembra già essere chiusa da un pezzo, ma realmente non è stato ancora messo nero su bianco.

Le 5 partire rimaste da qui al termine del torneo, danno una vasta gamma di scelte alla Vecchia Signora per timbrare quei 4 punti che farebbero scoppiare i festeggiamenti del quarto tricolore di fila, quello che dopo 3 anni ad alti livelli sembrava molto difficile da raggiungere.

In verità, sarebbe molto più comodo chiudere i conti in questa settimana, a partire dalla gara interna di domani sera contro la Fiorentina, passando da Genova; per arrivare al euro-match di mercoledì sera contro il Real Madrid, sgombero da ogni altro pensiero.

Poi nel calcio si sa i risultati sono quello che contano e la tempistica, spesso passa in secondo piano; ma chissà che la conquista anticipata del primo titolo possa fungere da molla per altri traguardi a breve termine.

Quindi self control e testa lucida, per mettere a segno la prima pietra dell’ennesima stagione straordinaria.