Ecco perché Conte non va fischiato…

  

Abbiamo gioito con lui, lo abbiamo osannato, “amato” ,quasi venerato: eppure gli è bastato lasciare la panchina bianconera per essere quasi “odiato”.

Questo sembra essere il destino di Antonio Conte; genio della panchina e “bruto” davanti alle telecamere; testardo ed esasperato nel lavoro, quanto orgoglioso e scontroso nel difenderlo.

Si sa che i “fuoriclasse”, gli “eroi maledetti”, sono quelli diversi dal resto; non solo nelle loro qualità dal punto di vista professionale, ma spesso e volentieri anche da quelle caratteriali.

Fu proprio per questo, forse, che Andrea Agnelli, scelse il tecnico salentino al timone di una disastrata Juventus nel Luglio del 2011; conscio che quel “folle” carattere, sarebbe stato l’unico a rimettere in piedi una barca disastrata.

Non sbagliò, anzi il film ha avuto una trama ancora più trionfale di quanto sperato alla vigilia: i tre scudetti record e l’entusiasmo dello Juventus Stadium, sono solo l’apice di un lavoro costruito con meticolosità ed esasperazione quotidiana; di lacrime e sudore, di applausi e polemiche.

Sì, perché Antonio è stato e sarà anche il “bruto” di camera; quello che attacca tutto e tutti, se c’è qualcosa che non va; sia un rigore, una critica del suo operato o un acquisto mancato.

Già l’acquisto mancato: la sua troppa sincerità e poca flessibilità a scendere a compromessi, gli sono costati l’addio anticipato , di una storia d’amore, che viveva in quel momento, proprio la sua estasi migliore.

Ma si sa nel calcio così come nella vita, basta poco per sovvertire le opinioni, per cancellare con un colpo di spugna il passato, qualora ci sia un presente altrettanto roseo o addirittura migliore.

Ed è così, che le nostalgie e le contestazioni iniziali dei tifosi, per avere perso il loro condottiero, si sono via via trasformate in paragoni e critiche ; per chi in passato a si vinto, ma non dimostrato di farlo del tutto.

L’ultimo fallimento contiano in Europa, infatti, è un tarlo che lui, ma soprattutto i tifosi stessi si portano dietro: e la conquista dei quarti di finale di Champions League ad opera dell’odierna nuova Juve di Allegri, hanno aperto una crepa insanabile.

Se a ciò si aggiunge la famosa frase pronunciata da Conte prima del suo addio: ” non si può mangiare in un ristorante da 100 euro con 10 euro”; il livello di “astio” è completo.

Il nuovo incarico da ct della nazionale italiana , poi, non ha fatto che inasprire ancora di più il rapporto; con l’ultimo infortunio occorso a Marchisio, visto come una grossa goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Domani ci sarà il ritorno allo Juventus Stadium di Antonio Conte e l’accoglienza sarà un rebus difficile da sciogliere. C’è chi parla di fischi e contestazioni o chi semplicemente di applausi ed incitamenti per l’ex tecnico e per la nostra nazionale.

Ora, noi non ci sentiamo di dare lezioni di comportamento al tifoso: in quanto la diversità di pensiero è una caratteristica libera di ogni singola persona; ma ciò che possiamo consigliare è il rispetto e l’educazione per un ct che rappresenta una nazione, che non deve vivere di campanilismo.

La riconoscenza e la gratitudine, si sia, in questa vita è una materia oramai di difficile riconoscimento; ma sappiamo bene che, chi ha sofferto gli anni cupi e senza fine di post Calciopoli ed ha gioito dopo aver penato, risentendosi di nuovo “La Juventus”: non si limiterà al rispetto e non resterà indifferente dinanzi a quell’uomo bruto e “scontroso” , ma anche così coraggioso e geniale.

Allegri e la coperta corta: fiducia ai “gregari” o spazio ad una pazza idea?

  

L’infortunio di Claudio Marchisio, per fortuna meno grave del previsto, costringe comunque Allegri a reimpostare una squadra alle prese con un centrocampo pressoché contato.

Oltre al principino, infatti, non bisogna dimenticarsi della grave perdita di Pogba, che per forza di cose, pone il tecnico toscano dinanzi ad un quesito fondamentale nelle prossime partite: quale modulo adottare?

Lo schema , preferito, si sa ormai è il 4-3-1-2, che però, dato il momento di “carestia” di uomini, sembrerebbe quello meno plausibile, poiché in panca, così facendo, resterebbe solo un uomo di ruolo (Padoin o Sturaro).

L’alternativo 3-5-2, invece, rappresenterebbe al giorno d’oggi il vestito meglio calzante, date le maggiori alternative di riserva. Inoltre, fattore da non sottovalutare, è la maggiore compattezza difensiva con il rientrante Barzagli. Le controindicazioni, sarebbero rappresentate, in questo caso, dalla coperta corta in difesa, con il solo Ogbonna come alternativa, neanche troppo convincente.

Infine, ci sarebbe la “pazza idea” , che starebbe circolando nella mente di Allegri: le tre punte.

In questo caso la nuova pedina sarebbe rappresentata da Kingsley Coman, il giovane talento reduce da un ottimo periodo di forma, testimoniato dalla doppietta messa a segno in nazionale.

Il francese, potrebbe agire o come attaccante esterno, oppure come trequartista al fianco di Tevez e Morata, aggiungendo qualità ed imprevedibilità ad una attacco già devastante.

Insomma, affidarsi ai “gregari” Sturaro e Padoin,  o gettare nella mischia la rischiosa ma affascinante carta Coman, facendo di necessità virtù?

L’enigma nella testa del conte Max continuerà per diversi giorni…

Tanto tuonò che non piovve

  

Prima la paura , poi il sospiro di sollievo.

Una giornata davvero particolare quella passata ieri da Claudio Marchisio e da tutto il popolo bianconero.

Dopo la sconvolgente  e drammatica notizia della rottura del crociato, trapelata ieri da Coverciano, per il numero 8 bianconero, la stagione sembrava essersi chiusa definitivamente, arrecando alla Juventus una perdita fondamentale in ottica europea.

Da lì , l’ira dei tifosi nei confronti dell’ex tecnico Antonio Conte, non ha tardato ad arrivare; con John Elkann, in prima persona, che ha attaccato senza mezzi termini, il ct azzurro, reo di caricare troppo il lavoro in pochi giorni.

Da tale notizia, il più distrutto oltre al calciatore, è stato stato senza ombra di dubbio Max Allegri, alle prese già con l’assenza di Pogba in vista  del Monaco e con il centrocampo, praticamente contato.

Ma clamorosamente, nella tarda serata di ieri è arrivata la notizia “miracolosa”: le visite mediche alla clinica Fornaca, non hanno evidenziato lesione al ginocchio e Claudio con un po’ di riposo tornerà presto in campo.

Un evento alquanto incredibile, considerando che mai prima di ieri un medico della nazionale aveva compiuto una topica così clamorosa, nello sbagliare la “sentenza medica”.

Poco importa, di ciò; i tifosi questa mattina hanno avuto un dolce risveglio, perché senza il loro Principe, la Champions non sarebbe stata lo stesso e perché il numero 8 bianconero non sarebbe stata una semplice perdita, ma un grave handicap, considerando il suo spessore internazionale.

Ed allora come si dice in questi casi: tanto tuonò che non piovve. Meglio, molto meglio così aggiungeremmo…

La tegola Marchiso è troppo pesante in ottica Champions League: ma noi siamo la Juve e ci rialzeremo

 

 

Come un fulmine a ciel sereno, nel primo pomeriggio è arrivata la tegola dell’infortunio schock di Claudio Marchisio patito nel ritiro della Nazionale.

La lesione del crociato al ginocchio, purtroppo, chiude la stagione del Principino, proprio nel clou di un’annata che  sta riservando tante soddisfazioni alla Vecchia Signora.

In Campionato, oramai , il distacco considerevole nei confronti della Roma, non dovrebbe destare preoccupazioni: ma le grosse difficoltà , a questo punto, si presenteranno in Champions.

Se fino a qualche giorno fa, i bianconeri erano felici e fiduciosi per aver pescato il Monaco nei quarti di finale della Coppa dalle grandi orecchie; ora i francesi destano qualche preoccupazione in più.

Dopo la pesante assenza di Pogba, infatti, si è aggiunta la tegola Marchisio; l’uomo insieme a Tevez, più in forma in questa parte di stagione.

Con il rientro prossimo di Pirlo e con gli stacanovisti Vidal e Pereyra, le alternative in mezzo al campo si chiamano Sturaro e Padoin.

Possibile quindi un ritorno al 3-5-2, per cercare di avere quantomeno delle alternative in panca; sperando che qualche altro pezzo in quel reparto, non venga lasciato ancora per strada.

Allegri tempo fa disse che per arrivare in fondo alla Champions servirà anche la componente della fortuna, soprattutto nell’avere tutti gli uomini chiave in forma.

Ecco, appunto, contro il Monaco, questa componente purtroppo verrà meno: ma noi non troviamo scuse, alziamo la testa e ripartiamo più forti di prima. Noi siamo la Juventus…

Super Coman: il futuro bianconero è tuo

coman

Dopo la doppietta messa a segno ieri nella partita valevole per le qualificazioni del campionato euorpeo under 19 tra Francia e Arzebaigian, Kingsley Coman è tornato a far parlare di sè dopo un periodo di anonimato.

La prestazione fornita oltre alle due gemme messe a segno, ribadiscono ancora una volta , se ce ne fosse bisogno, le qualità fuori dalla norma di questo ragazzo classe ’96, già con i colpi da fuoriclasse.

I bianconeri, che dopo le sole 14 presenze concesse al transalpino durante la stagione, con relativo super-gol nella partita di Coppa Italia contro l’Hellas Verona, non ha tardato a fargli i complimenti: ” Applausi per Coman”, si legge sul profilo twitter ufficiale della Juventus.

Se lo coccola Allegri, che ha sempre creduto nelle qualità di questo ragazzo, “scippato” a 0 al Psg, con un abile mossa del duo Marotta-Paratici e già collocato in pianta stabile nella prima squadra dall’allenatore toscano, che ne ha vietato a Gennaio la partenza in prestito.

Le continue voci di restyling sull’attacco in casa Juve nella prossima stagione con relativi grossi nomi in ballo (Cavani,Falcao,Dybala,Zaza), sembrano sempre più restringere gli spazi per King, che con ogni probabilità verrà girato in prestito, magari al Palermo, per avere continuità di rendimento e sbocciare definitivamente.

In prestito appunto, perchè la Vecchia Signora crede nel suo gioiellino, con la personalità e i colpi da veterano e con una magia addosso tipica dei grandi Campioni del passato.

Deschamps,Thuram, Zidane e Trezeguet: presto un altro grande francese potrebbe scrivere pagine importanti di storia di questo grande club.

Nè Cavani e nè Falcao: il prescelto sarà Dybala

Dybala-Palermo-Sampdoria

Sarà una lunga estate caldissima, la prossima, in casa Juventus.

Così come sostenuto ieri in un’intervista da Beppe Marotta, i bianconeri investiranno una buona parte di denaro accumulata dalla stagione corrente, per alzare l’asticella con un mercato di livello.

Data oramai per quasi certa la partenza di Pogba; altri cash liquidi potrebbero essere investiti per potenziare una squadra che ha già raggiunto in questa stagione un ottimo livello in ambito europeo.

Il settore sul quale si lavorerà maggiormente sarà l’attacco, dove al fianco dei titolari Tevez e Morata e l’arrivo oramai dato per certo di Simone Zaza; ci sarà almeno un altro big che arriverà sotto l’ombra della Mole.

I nomi che si susseguono sono essenzialmente tre: Cavani, Falcao e Paulo Dybala.

L’attaccante uruguiano del Psg e quello colombiano di proprietà del Monaco, sono due nomi di caratura internazionale che affascinerebbero e non poco la piazza bianconera; ma sono quelli anche più difficili da raggiungere, se non impossibili.

Entrambi, infatti, percepiscono un ingaggio “principesco”, che viaggia sui 10 milioni di euro e più; cifre impossibili da sostenere per un club come quello juventino, con il tetto massimo di ingaggi fermo a 6.

Facile, quindi, che alla fine l’attenzione si sposti definitivamente sul gioiellino del Palermo Paulo Dybala, che sembrerebbe già essersi promesso al club di Madama.

Certo, il mercato dovrà ancora entrare nel vivo, ma se dovessimo giocarci delle chance sul prossimo attaccante bianconero, punteremmo tutto sull’argentino, per vari motivi.

Quello principale è di natura economica, dato che il costo del cartellino, sarà sì molto alto, ma l’ingaggio alla fine sarà ancora “rientrabile” nel budget massimo del club. Poi un altro motivo fondamentale è dovuto al discorso Tevez, che con molta probabilità al termine del suo contratto con i bianconeri andrà via; in tal caso Dybala per età e per caratteristiche tecniche, dopo un anno da apprendistato sarebbe il più logico sostituto.

Infine, un punto da tenere fortemente in considerazione è l’esplosione di Morata, con relativa dichiarazione di amore a lungo termine alla Vecchia Signora. Puntare su una grossa prima punta, “snobbando” di fatto lo spagnolo come prima scelta sarebbe un autogol pazzesco, data la sua crescita esponenziale.

Se a tutto ciò si aggiunge il fatto, che Marotta è sempre stato uno specialista dei grandi colpi nel mercato “nostrano”, il puzzle è più che chiaro.

Le inglesi ci provano e ci proveranno, ma il talento argentino vuole la Juve e i bianconeri vogliono lui.

Nè Cavani e nè Falcao,quindi : il prescelto molto probabilmente sarà Paulo Dybala.

Alvaro Morata scaccia il Real e si consacra il bomber del “popolo” bianconero

Il popolo bianconero lo ha sempre voluto titolare in squadra, fin dall’inizio, lo ha sostenuto anche nei momenti difficili, ed ora se lo coccola come un principe.

Stiamo parlando di Alvaro Morata, il talento scuola Real Madrid, arrivato quest’estate alla corte di Allegri e diventato con il passare delle settimane il nuovo “idolo” dell’attacco bianconero, insieme al fuoriclasse per eccellenza Carlos Tevez.

Acquistato dai galacticos per 20 milioni di euro, il classe ’92 sta esplodendo sempre di più nella Juventus, club che lo ha sempre fortemente voluto e che ha puntato questa cifra, conscia delle qualità del ragazzo fuori dal comune.

La famosa clausola della recompera in favore del club di Florentino Perez, costituisce un tarlo nelle orecchie dei tifosi juventini, che per nessuna ragione al mondo immaginerebbero il proprio bomber ritornare nella casa madre.

In un momento particolare del calcio nostrano, in cui i giovani talenti vogliono emigrare all’estero, tanto più se tale destinazione sia rappresentata dalla squadra dei sogni per eccellenza, il Real Madrid; Alvaro invece ha compiuto il percorso inverso ed ha manifestato proprio oggi la sua volontà di consacrare tale percorso nel tempo.

Al noto giornale spagnolo Marca, il numero 9 bianconero ha espresso la sua volontà di non fare più ritorno in una ambiente, quello madrileno, che non lo ha considerato come lui meritava e di volere la Juventus nel presente e nel futuro.

Parole al miele per i tifosi della Vecchia Signora, che sono “innamorati” del loro giovane idolo e che sognano un futuro con lui ricco di trionfi. Siamo sicuri che Alvaro, il bomber del “popolo”, farà di tutto per accontentarli…