Un’Italia gregaria parte con il piede giusto : 2-1 all’Inghilterra

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“Duri da uccidere”. Parafrasando il titolo di un famoso film di Stevan Seagal, possiamo ribadire ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno,che la nostra nazionale nelle partite che contano diventa un osso durissimo per che ci sbatte contro.
Ieri è toccato alla spavalderia inglese, ricevere l’ ennesima lezione di tattica e di risultato, maturati dopo una partita difficile sotto tutti i punti di vista.
Le difficoltà alla vigilia, erano molteplici e sono state confermate poi sul rettangolo di gioco: dallo scetticismo di questa Italia Prandelliana, mai convincente nei test pre-mondiali, alle condizioni difficili del terreno di gioco,insieme al clima afoso dello stadio “Manaus”.
Eppure, nelle difficoltà i duri emergono; e così è stato.
La batteria di centrocampisti di qualità disposta da Prandelli per fronteggiare la sfilza di attaccanti inglesi ha avuto i suoi frutti desiderati a lungo andare.
Nelle prime battute del match, infatti,gli inglesi ci hanno colto di sorpresa con un paio di attacchi del duo Sterling- Sturridge , i quali sfruttando l’handicap di una difesa improvvisata, con Chiellini ritornato alle origini a sinistra dopo un’eternità ;ci hanno fatto correre dei brividi profondi lungo la schiena.
Ma si sa che in questi casi, la nostra nazionale sa soffrire, compattarsi e colpire alla prima occasione utile: detto fatto.
Tocca al “Principino” Claudio Marchisio mettere la prima firma azzurra del mondiale, con un missile radente dopo un gioco di prestigio del mago Pirlo.
Neanche il tempo di esultare e gli inglesi pareggiano con Sturridge dopo una dormita difensiva azzurra, che si fa infilare da un Rooney desaparecidos, fino a quel momento.
Mazzata psicologica? Per molte squadre, non per quell’azzurra.
E così il secondo tempo inizia nel migliore dei modi, con il duo esordiente Darmian- Candreva che ara la fascia destra, facendo venire il mal di mare al centrocampo inglese.
Ed è proprio in una di queste circostanze, che l’esterno romano della Lazio, ubriaca di finte il terzino inglese e pennella un cross sulla testa di Balotelli, che deve solo non scansarsi per metterla dentro: e’ 2-1.
Il finale e’ tutto di sofferenza, con le due squadre in debito di ossigeno , con l’Inghilterra generosa che sbatte sui guantoni di un altro esordiente terribile: Salvatore Sirigu.
Nel finale ci sarebbe spazio per l’apoteosi: peccato che la magia del maestro Andrea Pirlo si stampi sulla traversa, con gli spettatori allo stadio a chiedersi ancora se quello fosse un pallone o un ufo caduto dal cielo.
I 5 minuti di recupero non cambiano la sostanza: l’Italia dei gregari non toppa l’appuntamento, mostrando tutto il cuore e la sostanza di un gruppo con grandi attributi. Ora sotto con il Costa Rica; perché nulla e’ impossibile per chi come questa squadra sarà dura da uccidere.

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