Lunedì il primo colpo in arrivo?

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Potrebbe essere lunedì 2 giugno il giorno decisivo per il primo colpo della Juventus Contiana targata 2014-2015: ovvero Alvaro Morata.
Il corteggiamento per il giovane talento del Real Madrid, infatti, prosegue oramai da diverse settimane e potrebbe finalmente consacrarsi in trasferimento fra pochi giorni, nell’occasione della partita fra le vecchie glorie della Juventus e del Real.
Si parla di una formula di acquisizione alquanto anomale e rara negli ultimi tempi: prestito con diritto di riscatto e contro riscatto a favore della società venditrice.
Questo vorrà dire che Marotta potrà riscattare a fine prestito il cartellino dello spagnolo, che a sua volta potrà essere controriscattato dal Real ad una cifra superiore del riscatto fissato.
Insomma ci sarebbe anche il rischio di valorizzare un talento e rimandarlo al mittente così come potrà verificarsi, cosa più probabile, che il Real zeppo di fuoriclasse, possa lasciare tranquillamente che il ragazzo diventi a tutti gli effettivi un calciatore bianconero.
Insomma, anche se non si sanno ancora le cifre, si può dire con certezza che Alvaro Morata e’ ad un passo dalla Juventus e che già da lunedì, Conte potrà avere il primo rinforzo tanto voluto per questa nuova sfida in bianconero.

Superbufala d’estate o realtà?

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Nel bel mezzo della quiete pre-mondiale Brasile 2014, una notizia bomba di mercato sta rimbalzando nelle ultime ore sul web, riguardante il centravanti della nazionale italiana: Mario Balotelli.

Pare, infatti, che la Juventus abbia fatto qualche sondaggio per l’attaccante rossonero, con l’intento magari di riformare quella coppia con Tevez dei tempi del Manchester City ,che il Milan non ha concretizzato la stagione passata per pochissimo.

Pare addirittura, che qualche giorno fa il procuratore di Supermario, la vecchia volpe Mino Raiola, abbia promesso a Marotta di “spingere” il centravanti bresciano in bianconero, qualora l’altro suo assistito  Paul Pogba dovesse partire per altri lidi; una sorta di risarcimento insomma.

Ma si sa che le voci di mercato si creano e si dissolvono come le bolle di sapone, per questo tale notizia , almeno al momento, è da prendere con le molle.

Ma se davvero tutto ciò diventasse realtà la Juventus farebbe un’affare? E soprattutto sarebbero più i pro o i contro di tale operazione?

Sicuramente di positivo ci sarebbe la “tutela” ed il beneplacit che i senatori dello spogliatoio bianconero (nonchè gli stessi della nazionale italiana) riserverebbero all’irrequieto Mario; così come la possibilità di far esplodere quel talento mai sbocciato del tutto, in una squadra che fa della disciplina e del valori umani il suo marchio di fabbrica della sua storia. E poi ci sarebbe il “Conte” Antonio che , forse, a detta di tutti sarebbe l’unico in grado di gestire quella “testa” calda di SuperMario e valorizzarlo come giocatore, ma soprattutto come uomo, arrecando di conseguenza anche un beneficio alla squadra che si ritroverebbe con un potenziale campione in rosa, per lo più patrimonio italiano.

I contro d’altra parte non sarebbero da meno: dall’anarchia tattica dell’attaccante milanista, restìo ad un gioco fraseggiato con i compagni , tipico della filosofia Contiana, ai comportamenti “borderline” dentro e fuori dal campo troppo ripetitivi nella sua carriera, fino alla sua voglia “girovaga” di cambiare maglia concretizzatasi, già, in un bel pò di trasferimenti, in questa sua prima parte di carriera.

Infine, non dimentichiamoci che c’è il Milan che chiede per la sua punta 25 milioni di euro.Vale la pena investire questi soldi su Balotelli? Il Milan lo cederebbe ad una squadra da sempre rivale o preferirebbe spedirlo all’estero?

Interrogativi che solo il tempo ci spiegherà; il calciomercato è lungo e sempre in evoluzione.

Non ci resta che aspettare quindi, per capire se quella di Supermario, sia una superbufala o una semplice realtà…

Chi preferireste come partner d’attacco di Tevez per la prossima stagione?

Mercato, il Punto del Gobbo: In attacco l’unico che sposta gli equilibri è Cavani, dietro la scommessa Ranocchia stuzzica, come esterni Sanchez e Candreva!

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Il calciomercato non è ancora entrato nel vivo, eppure Marotta e Paratici sono già al lavoro per cercare di delineare una prima bozza di squadra da consegnare nelle mani del mister triscudettato Antonio Conte.
Molti sono in nomi in auge in queste ultime ore: da Sanchez a Drogba, da Morata fino a Nani.
Il tecnico leccese ha richiesto esplicitamente alla dirigenza un cambio generazionale massiccio per ridare stimoli ad una squadra prosciugata psicologicamente e fisicamente da tre anni a mille.
Il concetto base però che non deve essere frainteso , e’ quello di cambiare gli effettivi solo se i subentranti arrechino una maggiore qualità di quelli già presenti.
Ed allora ecco che nel reparto avanzato circolano i nomi del talentino blancos Alvaro Morata e del maturo campione ivoriano Didier Drogba.
Se essi arrivassero sarebbero di sicuro degli ottimi innesti se si considerino i partenti oramai sicuri come Vucinic, Quagliarella e Giovinco; ma se uno di essi dovesse rimpiazzare Fernando Llorente?
Ecco allora che il discorso cambierebbe, poiché il centravanti spagnolo e’ sempre più nelle mire del Barcellona e per la Juve non sarebbe semplice sostituirlo, nemmeno con i nomi citati in precedenza, perché ( per via della loro età ) sarebbero delle semplici scommesse che prenderebbero il posto di una certezza di questa stagione da record.
Per questo il nome che secondo me sarebbe il più adatto e’ quello di Edinson Cavani, attaccante devastante in Italia e con una fame crescente in Europa. A tal punto non solo il puntero spagnolo sarebbe sostituito a pieno, ma la qualità li davanti, diventerebbe addirittura superiore.
Chiaro che per acquistare l’uruguaiano servirebbero molti cash, che la Juve avrebbe in mano solo con una cessione illustre.
Sulle fasce i nomi più convincenti sono quelli di Sanchez, da sempre primo nome nella lista di Conte da quando mise piede sulla panchina bianconera e di Antonio Candreva, vecchia conoscenza bianconera, cresciuto in maniera esponenziale nella Lazio; diventando un calciatore completo e di sicuro valore.
Infine il capitolo difesa, deve essere aggiornato, data l’età che avanza su Barzagli e Chiellini e le incertezze dimostrate spesso da Bonucci e Ogbonna.
Il nome di Hummels, centrale del Borussia Dortmund, sarebbe il migliore che ci sia sulla piazza; ma la scommessa Ranocchia sarebbe difficile , quanto affascinate e suggestiva, dato che il centrale della nazionale troverebbe il maestro che lo ha lanciato nel calcio che conta ad Arezzo.
Ed allora tocca a te adesso Beppe: una lunga estate caldissima ti aspetta…

Road to Brasile 2014: Andrea Pirlo, il “maestro” senza tempo”

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Era il 119′ minuto di Germania-Italia, semifinale di quel magico Mondiale 2006, quando Andrea Pirlo ricevette palla sugli sviluppi di un corner e in una selva oscura di gambe trovò il sentiero magico per la rete di Grosso che ci aprì la strada del trionfo.

Sono passati 8 anni da quella gioia immensa, molte facce di quella eroica corazzata azzurra sono un piacevole ricordo; chi è sceso dalla cresta dell’onda, chi fa ancora parte di quel gruppo, chi invece ne è ancora l’indiscusso fuoriclasse e simbolo: Andrea Pirlo.
Sì perchè da quel fantastico mondiale ad oggi molti avevano stilato la lista dei futuri sostituiti di quel maestro non più eterno e con una condizione fisica che non avrebbe retto ancora per molto.

La sua parabola discendente al Milan, gli anni successivi, poi sembravano dar credito a tali voci, individuando In Allegri, il “genio” che prima di tutti aveva intuito che il fuoriclasse bresciano aveva ” il tempo contato” , come testimonia quello scudetto 2010-2011, dove Andrea vide il campo con il contagocce per via di un infortunio.
Ma il fuoriclasse è diverso dal calciatore normale, anche e soprattutto, perchè nei momenti più difficili, riesce a rialzarsi, in silenzio, aspettando che sia il campo a dare il suo responso.

Esso, infatti, comincia ad esternare nuove emozioni e sentimenti a partire da quell’estate 2011, in cui Andrea Pirlo si accordò con la Juventus, squadra che in quegli anni viveva un periodo buio e deludente. “Sono qui perchè questa grande squadra non vince da parecchio ed io dove mi sposto vinco.” Fu così. Conte, da sempre considerato agli esordi un’integralista, gli cucì il vestito adatto addosso, pur di far dirigere quell’orchestra dal Maestro bresciano.Non sbagliò.

In tre anni, Pirlo ha vinto 3 scudetti, 2 supercoppe italiane ed ha realizzato 14 reti, di cui la maggior parte su calcio di punizione: specialità che ha affinato con il tempo divenendo il secondo cecchino nel Campionato italiano di sempre alle spalle di Mihajlovic.

In nazionale, insieme a Buffon è il leader indiscusso, quel calciatore per il quale la selezione spagnola o brasiliana , farebbero carte false pur di naturalizzarlo; quel misto di fantasia ed eleganza, che ne fanno uno dei registi più forti del pianeta, il migliore dell’ultimo ventennio italiano.

Cesare Prandelli affida le sue speranze ancora sul “vecchio barbuto”, così come negli ultimi europei, in cui la nostra nazionale arrivò inaspettatamente in finale, poi persa contro la Spagna: trascinata da Andrea, eletto come uno dei tre migliori calciatori del torneo. Figura emblematica della Competizione fu quel cucchiaio nella lotteria dei calci di rigore contro l’Inghilterra, quando l’Italia si trovava ad un passo dall’eliminazione ai quarti di finale, trasformata da quell’esecuzione in poi in trionfo.
Fra pochi giorni in Brasile la nostra nazione terrà il fiato sospeso per questa nuova avventura,tanto affascinante quanto difficile ed incerta.
Già perchè, nella griglia di partenza per le pretendenti al titolo, l’Italia non parte sicuramente nelle primissime file e perchè in organico non ci sono più i Cannavaro ,i Gattuso,i Totti e Del Piero del 2006.
Il regista della scena però è ancora lui,con qualche ruga e qualche anno in più , ma sempre produttivo , come quei vini che rappresentano la sua seconda passione di vita.
” La terra che calpestiamo ogni giorno va rispettata, protetta da inquinamenti: se la vite non è stressata produrrà sicuramente a fine vendemmia un’ottima uva, così di conseguenza un ottimo vino. Conclusione: una bella partita ci rende felici e fa divertire la gente, come bere in compagnia un buon vino ci riempie di gioia e allegria.”
Ed allora finche sarai in campo Andrea godiamoci l’ennesima partita : perchè saremo sempre in buone mani finchè quell’orchestra sarà diretta dal numero 21: il maestro Andrea Pirlo…