Self control Antonio!

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Sarà lo stress della terza stagione giocata ad alti livelli,sarà l’antagonismo sempre più accentuato con la sorprendente Roma, sarà la “stucchevolezza” e la ridondanza di certi atteggiamenti da parte dei media italiani : fatto sta che Antonio Conte è più irrequieto del solito.

Già, perchè il carattere focoso ed iracondo del tecnico salentino, è sempre stato un tassello fondamentale della sua personalità, che come testimoniano questi primi tre anni, in bianconero; spesso si è dimostrata un ‘arma vincente per il raggiungimento di traguardi prestigiosi.

Memorabile  in tal caso, è ciò che successe nell’intervallo di Napoli-Juventus  del Novembre del 2011; match che  i bianconeri riuscirono ad riequilibrare dopo essersi trovati sotto per 3 reti ad una nel primo tempo. E’ proprio in tale circostanza che si capì la personalità e la voglia di vincere del tecnico leccese, il quale per rabbia nei confronti dei propri atleti,distrusse il malcapitato  termos del tè.

Il conflitto turbolento con i media poi, è sempre stato una “routine” dei weekend calcistici nostrani.

La voglia di chiedere sempre di più ad un tecnico che ha già fatto e continua a fare qualcosa di straordinario, condita da una “scarsa” riconoscenza del lavoro espresso domenicalmente dai suoi “ragazzi”, a detta di Conte, sono i motivi dell’inasprimento del rapporto.

Numerose sono le “freccette” lanciatesi da ambo le parti: come scordarsi dell’esultanza dopo il gol in extra time del Chelsea sullo Shaktar, avversario della Juve nel girone europeo nella scorsa stagione;o non ultima, la “resuscitazione”di alcuni media dopo la recente eliminazione “turca” nell’odierna Champions League.

Conte sa bene che gli anti-juventini sono tantissimi nel nostro Paese e che le occasioni che permettino ad essi di esultare liberamente sono obiettivamente poche, considerando il trend vincente della Vecchia Signora in questo periodo.

Ciò che però ultimamente rappresenta  la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha portato ad una frattura insanabile con essi: riguarda la “mal interpretazione” di talune dichiarazioni. 

Perchè non si possono riportare su mezzi di comunicazione nazionali parole capovolte o per di più inventate; non si possono ipotizzare fratture o discussioni all’interno di una società calcistica che sta rappresentando in Italia e in Europa un modello di vittoria ed eleganza: insomma non bisogna creare una “pseudorealtà”, solo per creare una “notizia”.

Conte ha scelto la strada del silenzio stampa e della “bocca cucita” per le giornate rimanenti del torneo.

Decisione troppo drastica? Lo strappo sarà irreparabile?

Le risposte non potremmo saperle: ma una cosa è certa, il focoso Antonio dovrà attenersi al suo Self Control, per non caricare l’ambiente di polemiche inutili, tramutando la rabbia in energia e benzina utile per continuare a trionfare come da due anni a questa parte.

L’Europa League come la Coppa Italia? Riserve o titolari?

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La Juventus che martedì sera è stata eliminata dalla Roma in Coppa Italia ha aperto un  focus di domande che fino a qualche mese fa non erano minimamente in preventivo.

Checchè ne dicano i romanisti e gli anti-juventini , quella di “Coppa” non era affatto la miglior Juve ; quindi il tanto conclamato “gap” tra le due squadre non si è ridotto affatto. Il nocciolo fondamentale della questione riguarda i ricambi di cui dispone la Vecchia Signora, che dovrebbero in teoria non mutare per niente lo spartito suonato dall’orchestra di Antonio Conte.

Considerando il cospicuo vantaggio accumulato in Campionato sull’antagonista Roma e la conoscenza approfondita oramai di questo torneo, che può permetterti di cambiare settimanalmente qualche pedina, con l’ottenimento dello stesso risultato; il “problema” non sembra porsi. Ciò invece è un bel motivo di domanda riguardo a competizioni dove le partite sono “secche” e gli avversari sono di caratura ed esperienza maggiore, rispetto al torneo nazionale.

Conte, dal canto suo che ad inizio stagione aveva chiesto i due esterni di “ricambio”senza ottenerli, ha continuato percorrendo quella linea portata avanti da due anni a questa parte: “Juve A” in Campionato e “Juve B” in Coppa Italia.

Il risultato non ha però avuto esiti vincenti, in una Coppa che anche se per poco, continua a sfuggirli di mano.

Avendo a disposizione ora solo due competizioni, di cui una europea, una domanda sorge spontanea nella testa dei tifosi bianconeri: quale Juve Conte schiererà in Europa League?

Già perchè il Campionato, a detta del tecnico salentino non è affatto chiuso e occorrerà conservare energie psicologiche importanti contro questa Roma. A questo punto chi scenderà in campo in Europa League: Asamoah o Peluso? Lichtsteiner o Isla? Tevez o Quagliarella?

Le risposte probabilmente  aiuterebbero a capire se tale Coppa sarà un obiettivo reale o un semplice ripiego; se la finale allo “Juventus Stadium“, sarà una notte da sogno o semplicemente un altro obiettivo sfumato, nei tornei ad eliminazione diretta.

Essere felici per così poco: il triste destino del tifoso nerazzurro…

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Quando alle 18:20 del 21 gennaio 2014, L’F.C Internazionale, ha proclamato, per sunto del suo presidente, lo stop alla trattativa del momento Vucinic-Guarin: centinaia di tifosi accorsi sotto la  sede nerazzurra si sono lasciati andare a cori ed urla degne della famosa “notte” del Bernabeu.

Già perchè di questi tempi basta così poco ai tifosi nerazzurri, per passare dall’inferno al paradiso: bastano due parole “impastate” in quattro e quattrotto per cancellare sconfitte cadute a grappoli in una stagione ancora da terminare e figure barbine rimediate fuori e dentro il rettangolo verde.

Sì perchè da una società fantasma, senza un programma ben preciso e un coagulo di potere ancora non perfettamente inquadrato: basta trattenere un giocatore scontento, che “odia” la propria maglia, per essere felici.

Non importa che non arrivi il tanto sospirato attaccante richiesto dal proprio allenatore (sempre più meno considerato dalla società), non importa avere in rosa un calciatore che prima proponi e poi ritieni incedibile, che di nerazzurro non vuole vedere neanche più il colore; non importa che si esca dalla Coppa Italia e che si naufraghi sui ritmi da “baratro” di Stramaccioni: no il nerazzurro è cosi, si addolcisce con delle semplici paroli promulgate davanti ad una folla festante.

La Juventus dal canto suo esce di scena con sobrietà e leggiadria da questa trattativa,rafforzata da una dirigenza che mostra sempre più la sua classe ed eleganza. Daltronde: non si è Campioni d’Italia per caso…

Disperazione o semplice remake?

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Era l’estate del 2004, quando Fabiàn Carini secondo portiere bianconero passò agli acerrimi rivali nerazzurri per Fabio Cannavaro, dato ormai come bollito dopo l’exploit di Parma.

La storia dimostrò che quella fu una delle tante “baggianate” mai comprese che l’era morattiana regalò ai tifosi nerazzurri ed una delle più divertenti chiacchere da bar mai raccontate.

A distanza di tempo una nuova operazione di scambio,  si affaccia all’orizzonte dei due club , in maniera sempre più concreta ed insistente:  Vucinic-Guarin.

Premesso che l’attaccante bianconero non è il tanto celebre Fabian Carini e che il nerazzurro non è il fenomenale Fabio Cannavaro; qualcosa però sembra riportarci a quel famoso 2004. Già perchè la Juventus è maledettamente forte come allora, forse anche di più, l’Inter è in crisi nera come in quegli anni e soprattutto perchè vengono scambiati due calciatori che forse non arrecheranno gli stessi benefici ai due club.

Dal punto di vista economico infatti, se l’operazione, come pare,andrà in porto; sarà un semplice scambio alla pari,portando una plusvalenza nelle casse bianconere,dato che il montenegrino al cospetto del colombiano, ha una valutazione di 5-6 milioni più bassa ed un  ingaggio più alto (3mln al cospetto dei 2 percepiti dal nerazzuro). Proprio come Cannavaro, pagato allora 10 mln dall’Inter, rispetto ai 5,2 mln pagati dalla Juve al Liegi per Carini.

Altro particolare rilevante l’aspetto tecnico: il montegrino, la sua carriera insegna, ha sempre peccato di continuità e soprattutto di ” superficialità” nella maggior parte di parte delle partite giocate. Guarin, anch’egli soggetto a discontinuità, se messo in condizioni favorevoli ha ancora un grande potenziale da mostrare e una carriera , forse, ancora da far decollare.

Ultimo particolare l’utilità dei due nuovi acquisti nei loro prossimi club. Serve più Vucinic all’Inter o Guarin alla Juventus? Qualcuno sostiene il primo, poichè va a coprire una casella fondamentale rimasta scoperta nello scacchiere nerazzurro; mentre Guarin sarebbe un semplice doppione dei cosiddetti “4 tenori della mediana”.

Ma siamo sicuri che l’inter risolverà i propri problemi di gol e sostanza in avanti ,appoggiandosi su un calciatore, che proprio di questi fondamentali non ha mai costruito le sue fortune in carriera?

Siamo sicuri che Guarin sia un doppione, o semplicemente un calciatore duttile,con caratteristiche uniche,che può rinforzare una mediana già tra le prime in Europa; magari consentendo anche quel famoso cambio di modulo da sempre chiesto da mister Conte?

Se tale scambio si concretizzerà sul serio, sorgerà quindi una semplice domanda: disperazione o remake?

La verità la darà come sempre solo ed unicamente il rettangolo verde…

Corri ragazzo corri!

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Primo Agosto 1994.
Può sembrare una data banale, una delle tante: oppure la continuità con qualcosa che si è spezzato da qualche anno a questa parte.
E si, perché quel giorno nasceva Domenico Berardi, fantasista calabrese che sta strabiliando la serie A italiana in questa sua prima stagione .Le prestazioni di “Mimmo”, non sono solo dei semplici numeri, come dimostrano i suoi 11 gol, diramati in una tripletta ed un poker con il Milan; ma è la sua qualità unita alla sua personalità che lasciano allibiti.
Tecnica sopraffina, visione di gioco fulminea, fisico importante e sinistro di cashmere: il tutto condito da una freddezza da calciatore consumato.
A fare da contorno a ciò una storia unica, particolare, da libro cuore.
A 16 anni infatti, Berardi va a trovare il fratello universitario a Modena e durante una partita di calcetto tra amici, il talento calabrese regala momenti di classe, che non sfuggono ad un osservatore del Sassuolo, che li propone un provino che Domenico passerà.
Da li la sua fiaba e’ un continuo crescendo; dalle trafile giovanili alla prima squadra, passando al fantastico campionato cadetto culminato con la promozione in A del suo Sassuolo nell’ anno passato.
Le emozioni del ragazzo di Calabria non finiscono qui però : la sua squadra del cuore, la Juventus, si accorge di lui, e grazie ad una trattativa portata avanti in prima persona dal presidente Andrea Agnelli, innamoratosi di lui durante una partita di serie B; passa per metà alla corte della Vecchia Signora.
La sua maturazione però doveva passare per un anno di A, sempre nella sua amata Sassuolo,prima del grande salto.
La storia recente ci sta dimostrando che Berardi non è un semplice talento, uno dei tanto: ma il predestinato. Nel girone di andata terminato, ha già realizzato 11 gol, con una tripletta e un poker, in una sola partita: numeri da capogiro, per un calciatore che così giovane vince la partite da solo.
Ora affinché la favola non si interrompi il Ragazzo di Calabria deve continuare a sudare e ad essere se stesso, perché quella maglia bianconera aspetta solo di essere indossata: perché quella continuità fermatasi il 13 Maggio del 2012 deve essere ripresa, finalmente.
Un nuovo campione in maglia bianconera, che faccia entusiasmare i propri tifosi,come Michel,Zinedine,Pavel,Alex…
La strada e’ lunga, ma il ragazzo di Calabria può farcela: e allora “Corri ragazzo, Corri…”

Calciomercato invernale: se il colpo fosse un “vecchio amore estivo”?

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Il mercato è entrato nel vivo.Dopo il primo colpo assestato dalla Roma, targato Radja Nainggolan; si attendono a breve le risposte delle altre “big”, che per forza di cose dovranno riassestare la propria rosa, per raggiungere gli obiettivi prefissati da inizio stagione.

Chi in teoria, non avrebbe nulla da riparare, in quanto dominatrice in campionato e sgretolatrice di qualsiasi sogno scudetto altrui; è la Juventus.

Eppure il mercato è fatto per cogliere le occasioni che esso può presentarti e si sa che il “giocattolo” più lo perfezioni, più può darti soddisfazioni a lungo termine.

Da ciò che  si può apprendere da inizio stagione, sappiamo bene che l’unica vera richiesta di Antonio Conte per la sua Juventus, è un esterno di qualità; in grado di modificare il proprio assetto di gioco qualora ce ne fosse la necessità.

Ma da otto giorni a questa parte, piovono con insistenza le richieste per due attaccanti bianconeri, fin qui poco utilizzati: Vucinic e Quagliarella.L’eco della Premier è forte e ridondante e i cash, sembrano essere veri e non virtuali.

Se ad essi si aggiunge la posizione precaria di Giovinco, il quale volendosi ritagliare un posto nella nazionale italiana per i prossimi mondiali, è disposto a partire: bisogna farsi cogliere preparati per coprire l’eventuale casella mancate nello scacchiere d’attacco.

Ed è così che un’idea suggestiva, ma tutt’altro che impossibile, arriva dall’oltremanica.

Un vecchio amore corteggiato e mai raggiunto per tutta l’estate: Stevan Jovetic.

Il montenegrino, da sempre pupillo di Conte è attualmente sparito dai radar del Manchester city, come dimostrano le sole 3 presenze timbrate in Campionato e le 5 complessive stagionali.

In Inghilterra oramai è oggetto di scherno dei tifosi, i quali sul web si divertono nel “ricercarlo” in altri ambiti che non siano identificabili in un campo da calcio.

Un prestito con diritto di riscatto potrebbe essere la forma giusta: soprattutto negli ultimi giorni di mercato.

Tenere le antenne dritte quindi: a volte vecchi amori “d’estate”, possono ritornare!

La Roma bocciata allo “University Stadium”!

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Come un buono ed ambizioso scolaro che si affaccia alle soglie dell’università speranzoso di raggiungere la gloria; così questa sera la Roma di Rudi Garcia, si è confrontata con un livello di difficoltà, mai provata da 18 giornate a questa parte nel campionato italiano.

Peccato però che per i giallorossi la lezione inflitta dai bianconeri sia stata pesante e corposa: una di quelle difficile da scordare negli anni.
Gli uomini di Conte fanno mangiare la polvere agli avversari; “illudendoli” nei primi 15 minuti di match, lasciandogli campo e concedendogli uno sterile possesso palla fine a se stesso.
Alla prima occasione utile infatti i bianconeri, fanno capire il perché siano i più forti in Italia da due anni a questa parte: azione da play station e Tevez manda in porta Vidal per l’1 a 0.
Nonostante qualche squillo giallorosso, sul finire del tempo , sono i padroni di casa a sfiorare il raddoppio un paio di volte con Tevez; generoso come sempre,ma poco lucido sotto porta.
Nel secondo tempo i ” professori” bianconeri decidono che la lezione deve essere pesante e memorabile, ed è così che matura il raddoppio : e’ Bonucci, lasciato da solo sugli sviluppi di un calcio di punizione, che insacca senza problemi.
Ma allo scoccare della campanella manca ancora un po’; giusto il tempo che il ciclopico Chiellini con una percussione degna del miglior Usain Bolt, provochi l’espulsione scellerata di De Rossi.
Non passa neanche un minuto che un altro alunno viene “sbattuto” fuori dall’aula: e’ la volta di Castan, che compie un salvataggio con la mano sulla linea di porta, provocando una nuova espulsione e rigore, trasformato da Vucinic, entrato da poco al posto di Tevez.
A questo punto la “Vecchia Signora” decide di chiudere la lezione e amministra la partita fino al 90’esimo minuto, portando a +8 il vantaggio sulla Roma, che resta sempre più staccata al secondo posto in classifica.
Per quanto riguarda Totti poi? C’è da aggiungere qualcosa?
Direi di no, a noi piace parlare di calcio…